La natura ce l’ha già: la lampada per le zanzare

Bbbbzzzzz!

Campagna padana, dalle parti di un tramonto primaverile. Un nutrito gruppo di persone affolla un casolare di campagna, chi ride, chi palleggia un supertele sgonfio nell’erba, chi è preso da un’accesa conversazione politica (o sportiva? O sugli OGM? Non arrivano le voci ma si vedono i gesti, sono distanti). Chi beve un lambrusco guardando oltre i filari di peri in fiore, chi armeggia la celullare per indicare la strada nei campi ai ritardatari, chi poco discosto segue la brace per la griglia. Chi sotto al pergolato gioca a carte in maniche di camicia.

Gzzzz!

“Dai, tocca a te”

Sbzzzz!

“Ho capito, aspetta un attimo che ci penso, è un pezzo che non gioco”

Sgzbzzzzbbzzz!!!

“Ah però, questa era grossa! Devo dire che la tua lampada per le zanzare funziona. L’anno scorso ci hanno massacrato, le maledette, si son mangiate anche l’autan. Gran bella invenzione. Killer. Al tramonto qui di solito è invivibile, all’ora dell’attacco sciamano implacabili, roba da trasfusione”

Invenzione, insomma…”

Gzzzz!

“Si, dai, ci sarà un brevetto, anzi magari più di uno, qualche ingegnere si sarà inventato questa roba, no?”

“Senza dubbio, ma il principio della fluorescenza per attirare gli insetti e farli fuori è una “scoperta” messa a punto dalle piante, tipo alcune piante carnivore”

“Interessante. Gioca quella carta intanto, dai”

“Eccola, scopa. Tocca a te. Comunque la storia della trappola fuorescente è carina. Hai presente le piante carnivore, no? Quelle che catturano e digeriscono insetti per assimilare i nutrienti che non trovano nel terreno.”

“Quali, quelle con le mascelle a scatto che si serrano, come quella che Paolo teneva sul davanzale? O quelle con le goccioline appiccicose? Beccati questo fante, intanto”

Ssssgzzzz!

113959“No, la Dionaea muscipola e la Drosera rotundifolia non c’entrano. Intendo quelle con la trappola a tubo, le Nepenthes o le Sarracenia -Scopa di nuovo, intanto. Guarda che di fanti non ne era ancora uscito manco uno- Hai presente, quelle con una specie di sifone ricurvo a forma di bottiglia, aperto da un lato e ripieno di liquido, coperto da una specie di obrellino? Si chiama ascidio. Quando un insetto ci vola dentro o quando ci scivola cadendo dal bordo poi non esce più, il liquido è pieno di enzimi che se lo digeriscono”

“Ah, ho capito. Quelle che usano anche i bisognini di pipistrelli e roditori, avevo letto qualcosa. Del resto, l’apertura della trappola sembra la ciambella di un water e mi sono sempre chiesto come diavolo faccia a finirci dentro un insetto. Li attraggono con un qualche profumo? Altrimenti è inspiegabile.”

“Anche, ma gioca intanto e cerca di seguire le carte o star qui non ha senso. Allora, hanno appena scoperto che oltre ad essere attirati dal sapore dolce di sostanze zuccherine e da composti volatili prodotti apposta dalle piante per farli avvicinare, gli insetti sono anche attratti verso la trappola da emissioni luminose fluorescenti, come quelle della lampada sgzzzbzzz. Sono metaboliti secondari di tipo fenolico in realtà abbastanza comuni, come l’acido clorogenico o la scopoletina insieme ad altri ancora in via di indentificazione, che assorbono energia luminosa e riemettono quella in eccesso a lunghezze d’onda che sono visibili per gli insetti ma non per noi, che siamo abbastanza limitati. Come al solito.”

“Io sono limitato di sicuro, perché oltre a perdere il conto delle carte ho perso anche il filo del tuo discorso. Quindi la pianta è fluorescente? Di notte brilla come le stelle adesive da soffitto?”

Bszszsggzsz!

“Non proprio, o non tutta, altrimenti la trappola non avrebbe senso. Gli insetti, oltre a vedere i colori più o meno come li vediamo noi, vedono anche in una porzione dell’ultravioletto, che permette loro di riconoscere più facilmente in un prato i fiori disponibili ad essere bottinati. Oltre al giallo o al lilla dei petali, ad esempio, le piante segnalano agli insetti la presenza di nettare disponibile anche con indicazioni luminose blu fluo. Creano delle vere e proprie piste d’atterraggio, che mostrano all’insetto dove atterrare. Ad esempio, aspetta che mentre tu pensi alla carta da giocare scarico una foto, ammesso che ci sia campo. Vedi? Questo non è proprio un fiore ma un’infiorescenza di topinambur così come lo vediamo noi e così è, circa, come lo vede l’insetto. Le strisce blu dicono all’elicottero dove deve atterrare, perché lì il nettare è pronto e il polline è arrivato a fertilità. Tra l’altro, se noti, i pigmenti colorati e quelli fluorescenti non sono distribuiti uguali, ma in uno stesso fiore alcune cellule li accumulano selettivamente, mentre i composti gialli stanno in tutto il petalo.”

rrrE guarda anche queste altre, sono sempre all’ultravioletto ma con lunghezze d’onda diverse, c’è tutto un mondo di altri colori nascosti che noi non possiamo riconoscere ma che per gli insetti corrispondono a indicazioni e suggerimenti precisi, affinati durante la coevoluzione della comunicazione con le piante. Tra l’altro questi composti poi servono anche a noi, dato che quasi sempre la loro fluorescenza è sfruttata dai chimici analitici per fare il controllo di qualità delle piante medicinali.”

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“Vabbè. Vediamo se hai un altro fante, allora. Ma questo cosa c’entra col discorso di prima? Il topinambur lo conosco, la mamma di Elena ci fa la bagnacauda e non è certo una pianta carnivora. E non farla complicata, neh, che tu divaghi troppo”

Bzzzzzzzz!

“Perchè una trappola funziona solo se è verosimile, se riproduce una situazione che per la vittima designata è probabile e soprattutto appetibile. E se lo sventurato artropode di turno è già di suo attratto dal medesimo segnale, l’imboscata funziona meglio. E’ la base del travestimento: fingi di essere un gentile, distratto e disponibile fiorellino e trac, scatta la tagliola. O scende la scure del manico di scopa. Tu ad esempio sei cascato nella mia trappola perché credevi non avessi il quarto fante, e invece ce l’ho. Ariscopa. Allora, posa un attimo le carte, valà, che non riesci a fare bene due cose contemporaneamente. L’insetto è abituato a riconoscere segnali fluorescenti e ad abbinarli alla presenza di cibo. Tipo l’insegna luminosa di un bar quando hai fame: vede il blu e ci si fionda tranquillo. Nell’ascidio di Nepenthes ad essere particolarmente fluo è l’imboccatura, quella che come dici tu sembra la ciambella del water. I metaboliti fluorescenti sono tutti concentrati lì e sembra quindi un anello brillantissimo nel buio ultravioletto del sottobosco, dove vivono di solito queste piante. L’insetto arriva, in volo o sulle sue zampette, si appoggia lì in cerca di nettare e sente che il profumo e la presenza di zuccheri sono più forti verso il centro. Così si sposta e scivola dentro, perché quell’orlo è tirato a lucido con la cera più scivolosa che c’è e la pendenza punta dritta al liquido digerente. E’ una strategia combinata. Guarda qua queste altre foto, sembrano braccialetti da discoteca”

3_Nepenthes-khasiana-pitcher-peristomes-at-UV-366-nm-as-Smart-Object-1dddPoi se vuoi ne trovi altre chiarissime a questo link che ti ho girato. Comunque, la lampada usa lo stesso principio: l’insetto è attratto dalla luce ultravioletta perché crede di trovarci qualcosa di buono, solo che qui anziché la cera a scivolo, la forza di gravità e il liquido vischioso trova il risucchio della ventola, la grata elettrificata e sgzzzzzz!”

“Bella storia. Quindi quella della lampada per le zanzare più che un’invenzione di puro genio umano è l’evoluzione tecnologica di un fenomeno affinato dall’evoluzione. Noi la usiamo perché è una soluzione tutto sommato efficace e l’ingegnere ha copiato dalla natura perfezionandola alle esigenze estive della campagna padana. Ho capito. Allora, se tu hai giocato un tre io posso solo scendere un quattro”

“Vedi che ce la puoi fare?. Però adesso però fammi riprendere in mano le carte e giocamo, o non finiamo la partita prima di cenare. Quattro e tre sette, scopa di nuovo!”

“Bravo, eh. Comunque una zanzara mi ha punto lo stesso”

Sgzzz!

ResearchBlogging.org

Kurup, R., Johnson, A., Sankar, S., Hussain, A., Kumar, C., & Sabulal, B. (2013). Fluorescent prey traps in carnivorous plants Plant Biology, 15 (3), 611-615 DOI: 10.1111/j.1438-8677.2012.00709.x

Le immagini con watermark provengono da: The Pitcher Plant Project / CC BY-NC-ND 3.0

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