Gli integratori solari e i conti a fine mese

matryoshka-970943_960_720Parte prima: la narrazione semplice per fare due conti. Camillo vuole aprire un negozio nuovo, una roba che in città non si è mai vista. Facciamo finta che sia una rivendita di matrioske ripiene di caramelle all’aglio. E’ una sfida: tutti dicono a Camillo che non può funzionare, perché le matrioske non le vuole nessuno e perché le caramelle all’aglio, onestamente, fanno davvero schifo. Come dar loro torto, da che mondo è mondo un commercio così non si è mai visto, perché oltre a essere bislacco forse è pure economicamente insostenibile. E poi, con tutte le merci che Camillo potrebbe commerciare con sicuro profitto dimostrato da mille negozianti felici (cibo, scarpe, cosmetici, tecnologie…), perché cercare una cosa che nessuno ha mai venduto?

Ma Camillo si è intestardito e vuole dimostrare che con aglio e matrioske ci si può guadagnare, in barba a tutti quelli che di estetica e di gusto non capiscono un bel niente. Per cui affitta un negozio, fa le pratiche per aprire la Aglioska srl, compra le matrioske e le caramelle all’aglio, fa le volture per le bollette della luce, del gas, allaccia il wifi, compra gli espositori e montata l’insegna si mette ad aspettare i clienti.

Qualcuno arriva, magari spinto dalla curiosità o da una sua personale perversione per le matrioske, per l’aglio, per la loro combinazione o semplicemente perché ha un problema di vampiri nella casa di campagna. Molti passano davanti alla vetrina scuotendo la testa, soprattutto quei pochi amanti del brivido che una volta hanno osato comprare, aprire e assaggiare quel che vende Camillo. Passano le settimane, passano i mesi e arriva il momento fatidico del primo bilancio annuale della Aglioska srl.

Camillo è emozionato, è il momento di vedere se la sua teoria sul guadagno è dimostrata. I numeri parlano chiaro: Camillo ha guadagnato, al netto delle spese di affitto, materiali e bollette, ben 50 centesimi al mese. Vittoria! I detrattori erano dei gufi! Lui lo sapeva che ci avrebbe guadagnato, alla faccia dei menagramo disfattisti! Ha dimostrato di avere ragione! Felice del successo torna a casa ad annunciare la buona novella, ma non riesce a entrare: la banca, causa mutuo non pagato, l’ha pignorata. Moglie e figli, per la fame, sono andati via. Camillo prova a chiamare l’avvocato, ma il cellulare è senza credito e non può prelevare perché il bancomat gli sputa la carta: il conto è in rosso da mesi. Aveva ragione, ma era una ragione inutile nella vita reale.

Insomma, vendere matrioske piene di caramelle all’aglio “funziona” perché Camillo ci ha guadagnato ben 6 euro in un anno, ma il guadagno è stato tale da mandarlo in rovina. Perché con uno stipendio di 50 centesimi al mese quello succede. Il guadagno c’è ed è davvero misurabile “scientificamente” grazie al suo esperimento, ma non basta a vivere.

Se Camillo avesse venduto cibo, scarpe o cosmetici avrebbe ancora una casa e una famiglia? Forse, non possiamo saperlo perché sarebbe stato necessario che il suo gemello Alcide avesse aperto contemporaneamente un negozio di prodotti enogastronomici a fianco della Aglioska. Certo è che i colleghi di Camillo nei negozi vicini sono ancora aperti e riescono a mettere insieme uno stipendio decente a fine mese. Era solare da subito, per noi, che guadagnare e sopravvivere non sono la stessa cosa e che con le caramelle all’aglio non si campa. Ed è solare per  tutti che esiste una differenza tra un saldo in attivo e un bilancio che ti permetta di ritagliare uno stipendio decoroso. Eppure non sempre applichiamo la stessa consapevolezza in altri campi.

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Seconda parte: la nota tecnica per le scelte estive. Ora, il tempo si è messo al bello stabile e come ogni anno tornano di moda gli integratori alimentari che sostengono di proteggere dai danni causati dalle radiazioni solari. Ce ne sono sia a base di carotenoidi che a base di piante come la felce Polypodium leucotomos, e dichiarano di ridurre il rischio di eritemi e di limitare la probabilità che tutto quel sole che prendiamo ci faccia venire un giorno un melanoma (a proposito, negli ultimi 30 anni l’incidenza dei melanomi maligni è cresciuta del 237%). I primi, quelli coi carotenoidi, sono già stati da tempo bocciati in Europa da EFSA (e lo ha ben spiegato Gabriele Bernardini), mentre negli Stati Uniti, come ogni anno, la Food and Drug Administration si sbraccia per avvisare i consumatori che non solo non esiste nessuna evidenza scientifica solida sugli integratori a base di Polypodium, ma che questi prodotti non vanno mai sostituiti a una buona protezione solare applicata come si deve (cioè così, come spiega Beatrice Mautino). Come ogni anno queste raccomandazioni fanno tuttavia spuntare alcuni studi scientifici che apparentemente dicono che no, integratori come quelli basati sulla felce Polypodium leucotomos invece funzionano).

In effetti funzionano, ma offrono un guadagno che è come quello della vendita di matrioske ripiene di caramelle all’aglio: un numero maggiore di zero ma ampiamente insufficiente a garantire un effetto pari a un vero stipendio a fine mese. Secondo alcuni, nel migliore dei casi, la protezione che assicurerebbero sarebbe prossima a una protezione 3 (TRE), che vi assicuro non vi basta a ridurre davvero la probabilità che vi venga un melanoma se state al sole tutto il giorno. Diciamo che “funzionano” la scienza lo dice davvero, ma “funzionano” così come Camillo “guadagna”.

Come nel caso di Camillo e Alcide, poi, non esistono confronti, perché nessuno studio ha mai comparato le scelte di persone che si sono date una sana protezione 30 esponendosi al sole solo nelle ore giuste e con le dovute cautele (tipo Alcide) e chi ha preso l’integratore (come Camillo). Ma la probabilità che a fine mese i secondi siano all’ospedale e i primi ancora in spiaggia è molto alta, perché una cosa è dimostrare di avere ragione in linea di principio (con le matrioske e l’aglio si guadagna e con l’integratore non mi rovino la pelle) e un’altra è sopravvivere. E una cosa è dimostrare scientificamente che esista un effetto misurabile in un esperimento e una cosa è avere un effetto suffficientemente grande da risolvere o prevenire un problema.

La felce Polypodium leucotomos non sembra poi contenere sostanze assenti in frutta e verdura e per ora è stata testata soltanto in persone con condizioni particolari, come la polymorphic light eruption (una forma di ipersensibilità cutanea al sole) o in bambini con dermatite atopica. L’unico studio condotto su persone sane, che come noi in questa stagione prendono il sole per diletto, fornisce risultati per nulla definitivi visto il numero esiguo di persone coinvolte (NOVE). Un numero così basso significa che se rifacessimo lo studio con altre nove persone diverse potremmo benissimo ottenere il risultato opposto. Non esistono infine confronti tra il suo uso (e sulla spesa conseguente) e quello di altre pratiche a costo zero o molto inferiore (ad esempio coprirsi, stare all’ombra, esporsi al sole solo nelle ore meno calde, mangiare molta frutta e verdura).

La questione del costo non è secondaria: in alcuni studi che hanno suggerito possibili benefici, gli integratori sono stato assunti regolarmente due volte al giorno per un mese e in pratica andrebbero consumati almeno per tutta l’estate. In studi mai pubblicati e diffusi dall’azienda produttrice, peraltro. In attesa che gli studi si facciano più completi (o che improvvisamente esploda la moda delle caramelle all’aglio), meglio consigliare a Camillo le strategie che hanno dimostrato di funzionare.

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