Immaginare

782eff8d-0629-4a1a-bc91-8862912c9292_largeIl Washington Post ha dedicato un lungo editoriale alla transizione che coinvolge lettura e apprendimento (alto, basso, colto, da mediano di centrocampo): guardiamo i testi come un’ape su un prato, soffermandoci sui colori (parole, immagini) che ci attraggono, tralasciando tutto il resto dell’habitat complesso su cui volano i nostri occhi (tessuti di parole, trame, narrazioni, percorsi). La lettura flipper e d’istinto, non più mediata da una fila di parole disposte dall’autore-Pollicino per seguirne il pensiero, è causa (o effetto) anche del crescente peso dato alle immagini nella comunicazione di ogni ordine, grado e qualità.

Sotto l’impulso della lettura online e della sempre più facile ed economica disponibilità di potenti strumenti di grafica (o di significazione visiva, per dirla con più tono), c’è chi inizia a riflettere sul fatto che “Il cervello non è progettato per leggere”, come racconta la traduzione italiana dell’editoriale apparsa su Il Post. “Non ci sono geni per la lettura come ce ne sono per il linguaggio o la vista. Ma spinto dall’emergere dei geroglifici egizi, dell’alfabeto fenicio, dalla carta cinese e, infine, dalla stampa di Gutenberg, il cervello si è adattato a leggere. Prima di internet, leggeva soprattutto in modi lineari: a una pagina ne seguiva un’altra, e così via. Certo, ci potevano essere immagini mescolate al testo, ma tendevano a esserci poche distrazioni”.

Ora evidentemente questo primato vacilla e il risultato è che le immagini stanno rientrando dalla porta della trasmissione di concetti dopo essere state piazzate (in realtà “solo” per due secoli circa) alla finestra, a incorniciare e abbellire un paesaggio senza aver diritto di parola. Come spiega il numero di Progetto Grafico disponibile in libreria da qualche giorno (PG 25: Scrittura e immagini nel dominio della scienza), la questione non riguarda solo romanzi e narrativa ma anche le scienze e tutti quei sistemi in cui si vuole comunicare un dato o una dimostrazione.5ab8602e05700f6595edcf3706b76e21

Come anticipato tra i vari contributi (sull’uso delle immagini nella fisica) ne compare anche uno del sottoscritto, che prende le mosse dalla conferenza autunnale al Festival della Scienza di Genova. E per quanti -coerentemente con lo spirito dell’epoca e con la loro genetica- non avessero voglia di leggere un intero testo, c’è una board di Pinterest espressamente dedicata al tema e aggiornata periodicamente.

 

 

 

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