2 thoughts on “Friends with benefits: e se l’azione immunostimolante dell’Echinacea fosse dovuta agli endofiti?

  1. Interessante! Mi piacerebbe molto che nel campo dell’erboristeria si studiassero le piante e le molecole attive con lo stesso approccio rigoroso e quantitativo con cui ci si occupa della farmacologia “tradizionale”. Perché questo non accade? Sicuramente i preparati erboristici sono più complessi da studiare perché spesso prevedono l’interazione tra più composti benefici, ma mi chiedevo se non ci fosse anche un discorso di tipo culturale.. Una cosa del tipo: la medicina tradizionale è quella seria e rigorosa, tutto il resto è stregoneria.

  2. A livello di ricerca quello che dici avviene, ci sono diverse riviste che si occupano della validazione di prodotti di derivazione vegetale. Ma immagino che tu intenda a livello commerciale. La differenza è nella struttura delle aziende, che hanno orizzonti e pianificazioni diverse legate al diverso mercato. Quelle erboristiche hanno un turnover dei listini molto più rapido (mercato volubile) e quindi sono costrette a spingere in continuazione prodotti e materie prime nuove (e loro combinazioni, il che confonde ulteriormente le acque quando vuoi capire cosa funziona e cosa no), anche quando le evidenze cliniche non ci sono o sono ballerine. Niente brevetti, per rientrare degli investimenti e generare reddito conta solo quanto sei bravo a vendere il tuo prodotto e quanto hai scelto bene target e ingredienti. Il risultato è che prima escono i prodotti, poi i ricercatori pubblici fanno la validazione e se il risultato è negativo il prodotto scompare (spesso scompare prima, bocciato dai consumatori che non ne traggono beneficio e non lo ricomprano). Per le aziende farmaceutiche l’orizzonte è più lungo e la tutela brevettale (pur con i suoi limiti) permette investimenti clinici importanti (pur con tutti i limiti di una ricerca controllata e di un mercato dopato, cfr. Ben Goldacre). Che i farmaci debbano ottemperare per legge a certi requisiti aiuta, certo.

    Ovviamente nel mondo del’erboristeria/fitoterapia esistono visioni diverse e varie sfumature, ma non mancano quelli che basano il loro lavoro sugli aspetti farmacologico-clinici dell’EBM. Quello che preme a me è far notare che quello del benessere è un mondo complesso, in cui non ci si può ridurre a dire funziona/non funziona, ricerca tecnologica >> sapere tradizionale, erboristeria like/farmaco di sintesi boo.

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