Mary Delany ed i fiori per Mrs. Dalloway

Il bisogno di ripartire, di liberarsi dai lacci delle educazioni formali e delle coercizioni sociali è sempre stata una forza trainante nell’arte britannica, dall’epoca di Bloomsbury fino a quella di Vivienne Westwood e del punk. Ma certe cose vengono da lontano e si rivelano anche in forme meno iconoclaste e vistose nel passato della cultura inglese. Leggere la storia ed osservare le opere di una lady di fine settecento chiamata Mary Delany rivela come queste istanze di emancipazione nei confronti di esistenze pesantemente condizionate da norme  imposte dall”alto abbiano saputo produrre ribellioni artistiche uniche e di grande pregio. Lady Delany, di origini nobili e di prime nozze sfortunate, trovò a quanto pare la sua strada solo oltre i settant’anni e dopo la seconda vedovanza, quando trasformò la sua passione per le piante nell’arte del decoupage botanico, finissimo sia nella tecnica che nell’espressione dei particolari. Nel frattempo, soprattutto nello spazio rimasto libero tra un matrimonio e l’altro, condusse una vita di relazioni sociali non covenzionali, con un cipiglio ed un’affermazione della propria indipendenza che sarebbero piaciuti anche a Virginia Woolf ed ai suoi amici letterati, un secolo dopo.

Forse spingendosi poco fuori dal recinto della storia, la leggenda narra che Lady Delany fosse solita andare ovunque “armata” di forbici e rasoi, per raccogliere e preparare il materiale con cui confezionava i suoi collage policromi di piante esotiche e non, sempre rigorosamente precisi dal punto di vista botanico, sempre eleganti nel risultato estetico e sempre prodotti con carte colorate su sfondo nero. Ne produsse talmente tanti (oltre mille), avvalendosi tra l’altro di frequentazioni tra i botanici dell’epoca dediti alla classificazione delle specie nuove che giungevano in Gran Brertagna dalle colonie d’oltremare, che il corpus della sua produzione vanta un nome che suona come un riconoscimento: Flora Delanica. Oltre che in diverse mostre ed esibizioni (parte delle sue opere è consultabile online sul sito del British Museum), ora la figura artistica di Mary Delany è tratteggiata anche in un libro recentemente uscito sul mercato anglosassone e recensito con cura dal New York Times.

La signora Dalloway disse che i fiori li avrebbe comprati lei, recita l’incipit e probabilmente conoscendo la radice snob del personaggio avrebbe ben gradito stupire gli ospiti del suo party anche con le creazioni floreali della Flora Delanica.

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5 pensieri su “Mary Delany ed i fiori per Mrs. Dalloway

  1. Con le odierne misure di sicurezza tra paesi, con le sue forbicine al seguito non avrebbe mai potuto lasciare (tranne che a nuoto) l’Inghilterra. E col suo profilo sarebbe stata internata dopo un trattamento sanitario obbligatorio (camicia di forza). Tempi che vai, ricchezze che si perdono.
    Oppure: epoca di merda, comportamenti (ammessi) di merda.

    Viva il Prima. Viva Lady Delany.

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