Fake plastic trees

Mentre il mondo plaudiva all’annuale kermesse autodenigratoria degli IgNobel, io mi spellavo le mani e mi consumavo le cuticole per l’invidia davanti al genio creatore di “Artificae Plantae: The Taxonomy, Ecology, and Ethnobotany of Simulacraceae“, ovvero il primo serio tentativo di contestualizzazione sistematico-utilitaristica della pianta finta. Pur compiendo un’opera rivoluzionaria ed aprendo-come solo Saramago prima- gli occhi di noi ingenui e presuntuosi cosmonauti della realtà, gli autori hanno tuttavia trascurato una serie di nicchie ecologiche entro le quali le Simulacraceae del genere Plasticus paiono prosperare alla grande negli ultimi tempi: i campi da calcio, calcetto, football e lacrosse. Tra gli hotspots prediletti da questa nuova corposa famiglia di vegetali, come non menzionare poi le zone aride per carenza di annaffiatoi (le nuove agorà del Bingo, le sale d’aspetto del medico di base), quelle eccessivamente ombreggiate per mancanza di finestre (i corridoi della metropolitana, le toilette con aspiratore), gli spazi costitutivamente privi di humus sufficiente a qualsiasi altra forma di vita (la sala del consiglio d’amministrazione, il cruscotto dell’auto all’ora di punta) o addirittura gli interi ecosistemi resi inospitali ad altre specie meno evolute a causa di un’eccessiva antropizzazione (il resto del pianeta)?

In questa prospettiva le Simulacraceae sembrano essere la nuova, definitiva frontiera evolutiva dell’adattamento vegetale alla presenza umana. Non mi si venga a dire che queste specie a) non contribuiscono all’assorbimento della CO2, perchè son fatte di idrocarburi non bruciati; b) non producono frutti, perchè tutti sanno da dove vengono certe perche insapori e soprattutto che, c) sono corpi inanimati e privi di poesia, perchè non è vero.

Stai a vedere che la fake chinese rubber plant dei Radiohead ha una dignità botanica.

4 thoughts on “Fake plastic trees

  1. Himawari è inquietante e davvero “vegetale”! la voglio!
    Sull’ecologia delle Simulacracee ho qualche dato estemporaneo che potrebbe indicare nuove strade alla ricerca. Pare che amino i fumi dell’incenso (si veda il florido cespo spuntato sulla facciata della Cattedrale di Ferrara) così come i vapori dello zucchero filato (allignano numerose nei “parchi di divertimento” obbligato). Che siano legate alla ricerca del piacere imperituro? – celeste o terrestre…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...