Maschio o femmina?

Conoscendo il livello della ricerca in ambito genetico, era solo una questione di tempo. Presto, in occasione delle conferenze stampa indette dalle forze dell’ordine per celebrare sequestri di canapa indiana, assieme ai bilancini di precisione appariranno anche minicentrifughe e thermal cyclers per PCR. E’ stato infatti messo a punto un protocollo di biologia molecolare semplice ed a basso costo che permette di verificare, a pochi giorni dalla germinazione, se nel futuro delle plantule di Cannabis sativa c’è una vita da maschio o una vita da femmina. Dato che i primi contengono quantità assai inferiori di sostanze psicoattive come il delta9-tetraidrocannabinolo (THC) e dato che i tratti della sessualità di questa specie dioica appaiono solo a maturazione finale, l’interesse del mercato per un’informazione precoce è automatico e non si limita al contesto illegale. La normativa che regola la coltivazione lecita di canapa da fibra impone che le piante coltivate abbiano un contenuto in THC inferiore allo 0,2% in qualunque stadio di crescita e di conseguenza esiste un forte interesse da parte dei coltivatori di canapa da fibra per varietà ed individui conformi alle richieste del legislatore. Come nelle scuole del Regno, i maschi da una parte, le femmine dall’altra.

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