Il trucco le fa belle

Arte acrilica? Design plastico? Life from Mars? Una prova di pantone per Paul Smith? No, sezione di picciolo di mandarino vista al microscopio e colorata selettivamente. A seconda del compito richiesto, la parete cellulare dei diversi tessuti di una pianta può accumulare sostanze differenti. Questa differenza chimica può essere sfruttata tagliando sottili fette e trattandole con sostanze in grado di reagire diversamente a seconda della parete che incontrano. C’è lignina? Il risultato è rosso. C’è cellulosa? Allora verde. E’ un vaso floematico, pronti col verde-blu. La cutina cerosa che ricopre l’epidermide, ecco a voi un bel rosa. Le mucillagini nel midollo, quelle vengono arancioni. E gli isolotti di sclereidi, signora mia, se vuole li facciamo con quella bella nuance fucsia, so eighties. Scusi, c’è una macchia chiara in basso. Non si preoccupi, è una struttura di secrezione. Si avvicini e provi ad immaginare il profumo del petit-grain.

La tecnica è comunemente usata per gli studi anatomici dei vegetali, ma come testimonia questa variopinta galleria di piante truccate, opera di Eckhard Völcker, i trucchi usati garantiscono anche un’estetica invidiabile.

3 thoughts on “Il trucco le fa belle

  1. redazione ha detto:

    Ah che bello! mi è tornato in mente l’esame di Botanica I con i vetrini dei tessuti vegetali da riconoscere. grazie!

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