Celodurismo

C’è eccitazione attorno ad un flavonoide prenilato. Pare strano, ma quando si parla di brevetti, farmaci ed erezioni tutto può avvenire.  Le mosse partono da un combattimento tra galli, roba da veri maschi, ovvero Pfizer (papà del Viagra) e Ely Lily (papà del Cialis) e dalla decisione dell’arbitro chiamato a dirimere lo scontro. Così, quando la scorsa settimana la commissione brevetti americana  se ne è uscita dicendo che un claim associato al brevetto del Viagra è da rivedere, è scoppiato un quarantotto.

Antefatto: diverse specie del genere Epimedium sono utilizzate tradizionalmente nella medicina popolare cinese per trattare le disfunzioni erettili e già da qualche anno è stata individuata la molecola responsabile dell’attività, un flavonoide chiamato icariina. La droga vegetale ha un’azione estremamente limitata a causa del basso dosaggio presente in natura, mentre la molecola purificata funziona leggermente meglio (comunque 80 volte meno del viagra) ed alcune sue modificazioni sembrano invece avere buone prospettive d’impiego, dato che agiscono sullo stesso sistema del Viagra senza però interferire con quelli simili. Proprio l’interferenza è alla base di alcuni degli effetti collaterali del sildenafil, il principio attivo del Viagra e l’interruttore biochimico coinvolto è quello della fosfodiesterasi 5 (PDE5).

Per inquadrare meglio l’oggetto del contendere occorre risalire al 2006 quando la Pfizer si è rivalsa contro i concorrenti facendo leva sull’articolo 24 del brevetto Viagra, che afferma quanto segue:  “A method of treating erectile dysfunction in a male human, comprising orally administering to a male human in need of such treatment an effective amount of a selective cGMP PDEv inhibitor, or a pharmaceutically acceptable salt thereof, of a pharmaceutical composition containing either entity.” La conferma di questo articolo garantirebbe all’azienda l’esclusività su qualunque inibitore delle PDE5, a prescindere dalla struttura chimica della molecola interessata.

Con una decisione che alcuni considerano dubbia dal punto di vista legale, il board statunitense ha ora affermato che il meccanismo d’azione del farmaco della Pfizer non sarebbe da considerarsi un’invenzione assoluta, in quanto è già presente in natura una molecola che agisce sulle fosfodiesterasi-5 e che quindi la Pfizer può sì proteggere il suo principio attivo ma non reclamare l’esclusività dell’area di intervento. Il problema, non da poco qualora tale decisione costituisse un precedente legale, è che l’azione dell’icariina come principio attivo è stata scoperta anni dopo il primo brevetto della Pfizer sul Viagra. Terra Sigillata (con i suoi competenti commentatori) ha dedicato due approfonditi post alla faccenda, spiegando perchè e percome questa decisione è ambigua dal punto di vista farmacologico e chimico. Dal punto di vista della normative, invece, il miglior riassunto è questo e sarà interessante scoprire se questo tipo di fragilità dei brevetti farmaceutici verrà risolto o metterà a repentaglio l’intera struttura di gestione della proprietà intellettuale dei principi attivi.

One thought on “Celodurismo

  1. Sylvie Coyaud ha detto:

    Prevedo valanghe di spam che offrono anagrammi del flavonoide prenilato in vendita senza ricetta ma con lo sconto…

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