Per resistere alla crisi, ci vuole una certa fibra

Secondo l’analista di mercato Leo Shapiro durante le fasi di recessione si vendono un sacco di lassativi, perchè la gente è stressata e soffre di costipazione. Al contrario, durante i boom economici i deodoranti vanno alla grande, perchè la gente è su di giri, va a ballare ed evidentemente non vuole fare brutte figure coi potenziali partner. Non siamo esattamente in un’epoca di boom, per cui deduco che se l’analisi apparsa recentemente è corretta, lavorare sul transito intestinale può essere interessante. A maggior ragione se il problema della stitichezza, a prescindere dall’andamento delle economie, impegna la classe medica per qualcosa come oltre 6 milioni di visite annue solo negli Stati Uniti.

Il costipato del ventunesimo secolo ha a disposizione diverse armi per rimettere in moto il suo intestino stressato. Non tutte hanno lo stesso prezzo, non tutte hanno la stessa efficacia e non tutte godono dello stesso battage pubblicitario, ma una volta ricordata l’importanza di una dieta variata e del movimento (altri due fattori che risentono della crisi: si mangia peggio, ci si gratifica con cibi inadatti e si fa meno sport, un loop deleterio), i punti focali sono tre: fibre solubili e insolubili, fermenti lattici, lassativi. Per tutti il legame con l’alimentazione è solidissimo, mentre per fibre e lassativi è altrettanto solido il legame con le fonti vegetali. Ma quale opzione offre i migliori vantaggi in senso nutrizionale, per prevenire il problema nella maniera meno invasiva e meno drastica?

In Finlandia hanno provato confrontare tre comuni ipotesi antistitichezza usando prodotti semplici e di facile reperibilità: pane di segale integrale, fermenti lattici a base di Lactobacillus rhamnosus GG e lassativi di vario tipo, il tutto messo a confronto con un controllo a base di pane bianco. Hanno creato diversi gruppi riunendo persone con problemi di costipazione ed hanno monitorato il comportamento del loro intestino, verificando anche il resto della loro dieta. Il risultato mette in fila quanto segue: il pane nero migliora del 60% la consistenza delle feci e la facilità di espulsione delle stesse, oltre ad incrementare la frequenza del 23% rispetto al controllo. Il Lactobacillus rhamnosus ha invece fatto cilecca su tutta la linea ed anche la sua addizione alla dieta con il pane nero non migliora gli effetti di quest’ultimo.

I responsabili principali di questa azione sembrano essere gli arabinoxilani, polisaccaridi non amilacei appartenenti alla classe delle fibre solubili ed eccellenti prebiotici, che favorirebbero la colonizzazione dell’intestino da parte della flora batterica più adatta a favorire le funzioni digestive. Una fragilità dello studio, l’aver lasciato libertà d’impiego ai pazienti del gruppo trattato con lassativi, col risultato di avere tipologie differenti di prodotti e di meccanismo d’azione raccolti in un’unica categoria. Un punto forte dello studio: aver scelto una popolazione mediamente sana, fattore che rende questa ricerca utilizzabile a sostegno di un possibile claim salutistico per il pane integrale di segale in sede EFSA.

La conferma di queste indicazioni può apparire superflua o ridondante, una ripetizione di qualcosa già da tempo uscito dall’anedottica e definito con chiarezza univoca. Eppure, come riportato in una review sistematica del 2005 “there is paucity of trials for many commonly used agents“, soprattutto di quelli applicati a persone normali, non medicalizzate (mentre ad esempio parecchio esiste su stati patologici, come quelli associati alla sindrome del colon irritabile). Ad esempio, mancano trial solidi di confronto tra le diverse tipologie di fibre solubili ed insolubili e tra le loro diverse fonti vegetali (psillio, beta glucani da avena, grano, segale, orzo, pectine da verdure, ecc.) che possano fungere da benchmark per il trattamento non farmacologico della stipsi.

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Constipation Is Relieved More by Rye Bread Than Wheat Bread or Laxatives without Increased Adverse Gastrointestinal Effects
Holma R., Hongisto S.M., Saxelin M., Korpela R.
J. Nutr. (January 20, 2010). doi:10.3945/jn.109.118570

Rye bread and lactobacilli modify the colonic environment and have the potential to relieve constipation and could be a safe and convenient alternative to laxatives. The effects of rye bread and cultured buttermilk with Lactobacillus rhamnosus GG (LGG) on bowel function and colon metabolism were investigated and compared with laxatives in 51 constipated adults. They were randomized to receive whole-grain rye bread (minimum 240 g/d), LGG (2 x 1010 colony-forming units/d), whole-grain rye bread (minimum 240 g/d) + LGG (2 x 1010 colony-forming units/d), white wheat bread (maximum 192 g/d), or laxatives (as usual for a participant) for 3 wk. Participants recorded their dietary habits, bowel function, and gastrointestinal symptoms. Fecal weight, pH, SCFA and bacterial enzyme activities, total intestinal transit time (TITT), and breath hydrogen were determined. Rye bread, compared with white wheat bread, shortened TITT by 23% (P = 0.040), increased weekly defecations by 1.4 (P = 0.014), softened feces [odds ratio (OR) 3.98; P = 0.037], eased defecation (OR 5.08; P = 0.018), increased fecal acetic acid and butyric acid contents by 24% (P = 0.044) and 63% (P <0.001), respectively, and reduced fecal β-glucuronidase activity by 23% (P = 0.014). Compared with laxatives, rye bread reduced TITT by 41% (P = 0.006), fecal β-glucuronidase activity by 38% (P = 0.033), and fecal pH by 0.31 units (P = 0.006). LGG did not relieve constipation or significantly affect colonic metabolism. Gastrointestinal adverse effects did not significantly differ among the study groups. In conclusion, rye bread relieves mild constipation and improves colonic metabolism compared with white wheat bread and commonly used laxatives without increasing gastrointestinal adverse effects.

4 thoughts on “Per resistere alla crisi, ci vuole una certa fibra

  1. juhan ha detto:

    Secondo me il post non è completo: manca un riferimento al lassativo più efficace, disponibile in grande quantità in tutt’Italia, isole comprese: Alessia Marcuzzi, fa veramente c___are!

  2. si gran bel post anch e questo non consocevo questo studio in finlandia, si il pane nero ha da sempre questa caratteristica ma ce ne dimentichiamo spesso

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