La botanica in campo (flower power)

Nello sport a stelle e strisce, a livello collegiale e professionistico, i nicknames e le relative mascottes sono elementi distintivi fondamentali per le squadre, veri e propri brands sui quali basare l’immagine della squadra ed il relativo merchandising, spesso multimilardario e distribuito in maniera capillare. Scorrendo le scelte fatte da decine di quadre pro di basket, hockey, football e da centinaia di college statunitensi emerge una schiacciante prevalenza di icone animali. Bufali, felini di ogni sorta, equini più o meno selvatici, delfini, rapaci, rettili e dinosauri, qualunque animale più o meno feroce ed aggressivo ha il suo bravo abbinamento e gode pertanto dell’apprezzamento e della notorietà di vaste schiere di tifosi, alunni ed ex-alunni. Anche le forze della natura, dai terremoti agli uragani, ai tuonifulminiesaette godono di nutrita rappresentanza. Poi capita che a vincere uno dei campionati più in vista, quello del football NFL, sia una delle due sole franchigie professionistiche che ha per logo una pianta, un iris per la precisione, lascito ereditato dal vecchio dominio francese sulla Louisiana. L’altra è quella storica dei Toronto Maple Leafs di hockey, che gioca sulla classica immagine canadese della foglia d’acero.

Esistono sparuti esempi di piante nell’immaginario sportivo americano, tra cui le arance dell’importante Syracuse university (l’apparente legame agro-geografico Siracusa-Sicilia-Arance è fallace, la scelta fu solo cromatica), il grano di Wichita State, il sicomoro (da intendersi come Platanus spp e non come Ficus sycomorus) di Indiana State  ed Aesculus glabra degli Ohio Buckeyes ma i migliori in assoluto e miei nuovi beniamini sono i ragazzi dello Scottsdale Community College in Arizona, che non hanno paura di farsi chiamare Fightin’ Artichokes, i carciofi da combattimento. Altro che mammolette.

Honorable mention extracontinentale per la nazionale di rugby della Namibia, che ha scelto come nickname la rara, esotica e preistorica Welwitschia mirabilis. Una scelta di classe per uno sport nobile.

2 thoughts on “La botanica in campo (flower power)

  1. 😀😀😀
    In compenso la simbologia botanica gode di grandissimo favore nella politica italiana: edera quercia garofano margherita ulivo rosa (nel pugno), scordo qualcuno?
    (se solo io li scrivessi, i post, anziché pensarli..!)

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