L’evoluzione del tubo

La vita è una giungla e la giungla è sinonimo di competizione, di dura lotta per emergere, per acquisire un vantaggio sui concorrenti e farli sloggiare dalla nicchia scelta.  Nella giungla del mercato chi cresce più in fretta ed in modo più solido ha più probabilità di acquisire le aziende concorrenti o soffocarle, sottraendo loro quote di mercato, di materie prime, di spazio e risorse [1]. “Fare ombra a qualcuno” è, in questo caso, un’espressione azzeccata.  Nella giungla vera delle piante (o anche solo in un prato) chi cresce più in fretta può infatti oscurare le specie che competono per le stesse risorse, con tutto quel che ne consegue per esseri viventi che si “nutrono” di luce.

Nella percezione comune il vantaggio evolutivo delle Angiosperme sulle Gimnosperme sta principalmente nel fiore, nell’accettare la sfida della complessità e dell’interazione non solo con gli elementi (il vento che porta il polline o i semi, ad es.) ma anche con gli altri esseri viventi (insetti o animali come vettori di dispersione ed attori della fecondazione; microrganismi che facilitano l’assorbimento dei nutrienti). Un articolo uscito in questi giorni su Ecology Letters spiega che il passaggio chiave potrebbe invece essere stato un altro: l’ottimizzazione del sistema idraulico, ottenuta aumentando la densità dei fasci vascolari, ovvero assicurando alle foglie l’arrivo massiccio di nutrienti ed acqua e garantendo così un’impennata nell’efficienza fotosintetica. Più risorse e più materie prime uguale più mattoni uguale crescita più veloce uguale scatto vincente contro le lente Gimnosperme.

Sino ad ora si pensava che la maggiore specializzazione di questi tessuti rispetto alle Gimnosperme fosse stato un elemento sufficiente ad aumentare l’efficienza della fotosintesi, ma evidentemente non è solo una questione di qualità (re: trachee vs. tracheidi). Il resto della storia lo racconta con precisione Anecòico su BloGalileo.

[1] L’analogia finisce qui: nel mercato questa dinamica ha tendenze omologatorie e tende al monopolio , in natura invece ha determinato l’esplosione della diversità e della differenziazione.

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