C’è un vicino nuovo in fondo alla via

Le discussioni scaturite da questo post sulle specie invasive e biodiversità si sono propagate altrove e condensate qui. Con grande tenpismo il numero di New Scientist di questo mese riporta l’editoriale di un esperto del settore che mi pare la chiosa perfetta per equilibrio e razionalità e merita di essere letta tutta, al di là della citazione qui sotto.

It is crucial that we distinguish harm from mere change so that we can spend scarce human and economic capital wisely. We scientists can best assist by making sure that our messages are accessible, interesting and meaningful without compromising the science. As long as the harm is real, it should not be necessary for us to overgeneralise, exaggerate, use incendiary language or misrepresent data in order to attract attention“.

16 thoughts on “C’è un vicino nuovo in fondo alla via

  1. Diciamo che non è esattamente un’autore “moderato” e le controversie che anima sono abbastanza in contrasto con il “should not be necessary for us to overgeneralise, exaggerate, use incendiary language or misrepresent data in order to attract attention”…
    Come vicino rompe un po’ le balle😉
    Ma gli spunti sono interessanti.

  2. Certo che anche il tuo Autore equilibrato e razional/riformista lì sopra, con il suo tono pacato e sommesso che nulla ha a che spartire con quello dell’incendiario Theod., alla fin fine risulta assai più di qui che di là:
    * Whether we like it or not, the world’s biodiversity is becoming globalised
    * with the exception of insular environments such as islands and lakes, there are very few examples of extinctions being caused by non-native species
    e non infierisco sulla powerful predisposition a trovar minaccioso tutto ciò che eccede il nostro campanile di Morcellinara, che a quanto pare non risparmia neppure voi razionali scienziati😉

  3. E’ che quando sento uno che sbraita, automaticamente stacco l’audio. Per contro, ho un udito finissimo per i Cary Grant. Anche se dicono le stesse cose!

  4. Ah bhè… da Cary Grant io riuscirei anche a farmi vendere anche la balla che la Monsanto sia pro-biodiversità🙂

  5. Uff! appena tornato e mi fate pensare subito🙂 Per non fare troppa fatica riciclo un commento di Meristemi in anche-i-marziani-sono-verdi che mi pare inquadri perfettamente il problema: l’uso dei termini e dei concetti, o la scelta di quali termini e concetti utilizzare nel dibattito. Se i termini che usiamo sono vuoti (non luoghi, dice meristemi), se ad esempio comprendono troppo, sono poco selettivi, descrivono in maniera troppo generale, perdono di utilità pur sembrando ancora utili, non descrivono parendo di descrivere, ed inquinano il dibattito nascondendo quali siano i veri termini del discorso. Parrò eccesivamente passé in questa mia tendenza all’analitico e alla trasparenza del linguaggio, ma l’uso del termine “specie aliena” spesso segue a mio parere questo schema, e ci si concentra sull’essere pro o contro senza approfondire la complessità dietro le parole.
    Uff…
    ciao

  6. Discussione appassionante🙂
    E sto pensando che noi appassionati giardinauti siamo i primi agenti attivi (e sempre di più ogni anno che passa) di questa “invasione aliena”. Perché ogni 3 per 4 in giardino/balcone/terrazzo si libera un pò di posto per quell’arbusto fantastico che viene da chissà dove ma ci piace proprio un sacco… Impossibile fermarci, le aliene basta che siano belle/interessanti/curiose/decorative e diventano subito il nostro pane…😉

  7. Benvenuta Daniela! Oltre ai giardinauti possiamo metterci anche altre categorie: da quante specie teoricamente classificabili come “trasferite geograficamente d’ufficio” da un continente all’altro hanno poi ottenuto lo status DOP o addirittura IGP?

  8. Grazie per il benvenuto, Meristemi🙂
    E quelle specie che siamo abituati a considerare originarie? Una marea neanche esistevano nel tempo che fu! La nostra visione esterna è “viziata” dall’abitudine, come giustamente dici tu. E ci fa comodo pensare che “quella” sia la natura “giusta”, come dev’essere. Ma la natura è tutt’altro, non rispetta i confini e i territori. Va dove le “conviene” andare, dove trova risorse. Poco le importa di cosa ne pensiamo noi😀

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