Ancora caffeina

pillzQuanto detto nei giorni scorsi per i soft drinks caffeinati vale in buona parte anche per un buon numero di prodotti erboristici, con un’eccezione importante: la normativa europea citata nel post precedente (quella del limite in etichetta a 150mg/l)  è -a quanto ho capito, spero di sbagliare- valida solo per le bevande e non per gli integratori alimentari. In altre parole i rischi correlati al consumo restano, ma gli alert per il consumatore e la quantificazione in etichetta non sarebbero obbligatori quando il contenuto supera un certo valore, restando quindi a discrezione del produttore. Ovviamente lo scenario è diverso, stiamo parlando di droghe sfuse e soprattutto di integratori alimentari anche in compresse, pillole o pastiglie che contengono caffeina, ma che vengono comunque assunti con una certa costanza durante l’arco della giornata. Molti di questi sono i cosiddetti stimolanti ergogenici destinati agli sportivi o a chi vuole mantenere elevata la soglia dell’attenzione.

Per fare luce sulla distribuzione di prodotti contenenti caffeina in erboristeria viene in soccorso un articolo pubblicato un paio di anni fa, parte di un’indagine più ampia dedicata alla mappatura del mercato americano. Vi sono riportati i valori del tasso di caffeina in numerosi integratori alimentari e droghe erboristiche, suddividendo nelle due tabelle qui sotto riportate i dati relativi ai prodotti che dichiarano la presenza di caffeina (sotto) e quelli che non la dichiarano (sopra). La colonna che interessa è “main analyzed caffeine” perchè riporta la quantità di alcaloide ingerito con la dose giornaliera consigliata sulla confezione.

dietherbcafnospecifdietherbcafspecif

Come prevedibile il quadro è variegato e la forbice molto ampia. Già questo sarebbe forse un buon motivo per suggerire una qualche forma di comunicazione in etichetta, che aiuti il consumatore a capire quanta caffeina assume al giorno. Altra nota: i prodotti multingrediente sono sempre più ricchi di caffeina rispetto alle droghe vegetali singole. Questo principalmente per motivi… di marketing. In vari casi la caffeina è difatti aggiunta extra, sovra quota rispetto a quella apportata dagli ingredienti vegetali per aumentare l’effatto del prodotto e tener fede al messaggio pubblicitario. Anche per questo, una specifica in etichetta non guasterebbe perchè aiuterebbe a capire che non tutti i prodotti sono uguali per potenza e rischi correlati. Infine, in genere i prodotti che dichiarano la quantità di caffeina offrono dati abbastanza attendibili, con uno scarto inferiore al 20%.

Per chiudere il parallelismo col post precedente, in termini clinici la casistica delle reazioni avverse legate all’ipokalemia causata da questo tipo di integratori è meno abbondante, come ovvio attendersi data la minore massificazione dei prodotti, ma esiste qualche segnalazione ad esempio a seguito di abuso di tè verde in persone con un pregresso di altre disfunzioni ematiche.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...