Regina di fiori

sybUna donna di successo in un’epoca al maschile. Una disegnatrice-mercante-ricercatrice nell’intersezione impossibile tra scienza e creatività, illustrazione e divulgazione, commercio e arte. L’esplorazione della res naturae in un contesto religioso ibrido tra calvinismo e congregazioni minori cristiane. Una scoperta rivoluzionaria -quella del microscopio- e le sue conseguenze nella percezione del mondo, nella raffigurazione e nella divulgazione della Natura. Stampe, disegni ed illustrazioni di rara precisione tassonomica e tecnicismo che non si limitano ad anelare la perfezione, ma portano storie, spiegano eventi, raccontano il mondo, lasciano intravedere. Amsterdam ombelico del mondo ed un’esperienza pioneristica, da donna esploratrice ante-tutto nel Suriname. Elementi sufficienti ad evocare la presenza di un personaggio del genere in un romanzo di Wu Ming. E una rivista letteraria che regala saggi più che recensioni, appoggiando sul tavolo con grazia risoluta e spartana carichi da undici e non copie di mille riassunti. Tutti indizi che portano al numero di giugno della Rivista dei Libri ed al lungo trattato di Ingrid Rowland su vita, opere, mostre e cataloghi di Maria Sibylla Merian.

Oltre a quelli editi dalle stamperie della Merian (The New Book of Flowers; Caterpillars, Their Wondrous Transformation and Peculiar Nourishment from Flowers e The Metamorphosis of the Insects of Suriname), i libri citati dalla Rowland sono Chrisalis: Maria Sibylla Merian and the Secrets of Metamorphosis, di Kim Todd; il catalogo della mostra Maria Sibylla Merian & Daughters: Women of Art and Science dell’anno scorso (la webpage della mostra è eccellente per informazioni e corredo grafico, non ultimo lo slideshow commentato) e, unico testo tradotto per Laterza, Donne ai margini. Tre vite del XVII secolo di Natalie Zemon Davis.rrr Nel complesso monta il dubbio e se il fascino immediato delle tavole non debba essere rivisto, coperto da quello di una storia forse ancora più sorprendente per i tempi in cui è stata vissuta. Tenere assieme in un unica rilegatura arte, femminilità, libertà espressiva ed intellettuale, messaggio morale, avanzamento delle conoscenze e business, pur garantendo l’occhio critico e rigoroso dell’osservazione sistematica e scientifica sembra impossibile oggi, figurarsi all’epoca.

Purtroppo online la rivista rende disponibile solo l’incipit del saggio, ma in compenso se comprate il numero in libreria troverete anche un’altrettanto interessante approfondimento di Allen Orr che prende le mosse da questo libro per discutere del ruolo (tecnico e morale) dello scienziato a cavallo tra i due millenni. Per chi vuole, invece, l’edizione americana ha online la versione completa del testo della Rowland (in inglese, of course).

4 thoughts on “Regina di fiori

  1. Meristemi: questa figura che sei andato a scovare con il tuo sguardo acuto e della quale -come di mille altre cose- nulla di nulla io sapevo è veramente, ma veramente stupefacente. Penso a certe avventuriere dell’Ottocento -che so, Gertrude Bell, o Madame Blavatsky- e mi dico che quelle erano donne di famiglie estremamente benestanti, o che -appunto- si era “già” nell’Ottocento; questa invece è una donna del 1600, e -dato per nulla irrilevante- senza il becco d’un fiorino. L’unico pazzesca similitudine che mi sovviene è quella con Sor Juana Ines de la Cruz -ed è forse ancora poco, anche lì c’era pur sempre la protettiva ombra del convento. Grazie di cuore.

  2. In compenso annaspo nei verdi pascoli dell’ignoranza su tutte le gentili signore che citi tu. Ho addirittura letto Madame “Blutarsky”, la cui eventuale esistenza sarebbe davvero oltre ai confini del nonsense (oltre che una slavina verso il basso per un commento cosi’ alto, perdonami :-P)

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