Io sono un blabber e questo è un blab

clabLo dice Nature e dall’alto della mia infima posizione condivido: ai ricercatori avere un blog fa solo bene alla salute, alla testa ed all’aggiornamento. Sprona a continuare a studiare, ad esempio. Ad avere referenti meno strutturati formalmente ed a cercare forme nuove per spiegare meglio il gobbledygook scientifico a tutti i livelli. Consente di coltivare nuove forme di comunicazione fondamentali per la didattica nell’epoca di Wikipedia. Come la Settimana Enigmistica, tiene in esercizio i neuroni ed evita che si sclerotizzino in dinamiche ristrette.

L’editoriale di Nature mi porta alla mente però anche questo articolo di Jared Diamond apparso nel 1997 e dedicato alla querelle tra Carl Sagan e la National Academy of Scienes (in italiano su La Ricerca Infinita, edito da Internazionale).

E mi insinua una domanda: se internet è pronto per i blog scientifici, l’accademia è pronta per i blabbers, i bloggers di laboratorio?

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