The Rose Parade

rbOra che stanno lì in bella mostra, è lecito farsi qualche domanda sull’origine del rose di San Valentino senza ledere più di tanto il romanticismo -pur oscenamente mercificato- dello scorso weekend. Con buone probabilità i boccioli che avete di fronte o che avete donato vengono dal Kenya (se leggete dagli States vengono quasi certamente dall’Ecuador), dove una floricultura è il caso di dirlo, fiorente, negli ultimi dieci-quindici anni ha fatto da traino all’economia della regione tanto quanto il turismo. La questione ha dei pro e dei contro e suggerisce ancora una volta come il “modo in cui” sia vincolante più della “cosa in sè”.

A favore c’è l’innegabile e lecita opportunità di sviluppo di un paese meno ricco di quelli europei: nuovi posti di lavoro, un settore economico che tira e si tira dietro il resto dell’indotto generando potenzialmente un maggiore benessere. A favore, anche se può sembrare strano, c’è un conto algebrico favorevole in termini di carbon footprint: uno studio del 2007 (qui l’originale in pdf) ha calcolato la CO2 emessa per coltivare rose in Kenya (serre al sole) e spedirle in Europa, riscontrando che risulta considerevolmente minore di quella richiesta per coltivarle nella fredda Olanda (serre illuminate e riscaldate artificialmente). La valutazione si limita al confronto Kenya-Gran Bretagna vs. Olanda-Gran Bretagna e non considera altre opzioni magari a noi più care (Mediterraneo-Gran Bretagna, ad esempio) ma è indicativa di una certa mistificazione che sul tema si può fare per esigenze strettamente commerciali. Ne hanno parlato anche su Al Jazeera.

In Kenya le rose vengono coltivate in serra ed in campo soprattutto nella zona del lago Naivasha, da cui poi prendono la strada dei mercati europei per via aerea tramite l’aeroporto di Nairobi. E proprio nella coltivazione, più che nel trasporto, si incontrano le spine. Come ogni attività intensiva e meccanizzata la floricoltura erode altri spazi, consuma altre risorse, esercita una forte pressione sull’ambiente ed è difatto una monocoltura. Il video seguente le spunta una ad una, queste spine, ma offre anche qualche spiraglio di sostenibilità: ci sono gravi problemi di captazione delle acque dal lago, di impatto ambientale dovuto a pesticidi e diserbanti (le rose devono essere perfette, specchio di un amore altrettanto idealmente compiuto?), di scarsa protezione dei lavoratori sia in termini di salute che di stipendio. Il Kenya, come molti altri PVS, non promulgherà il bando all’uso di pesticidi nocivi come il bromuro di metile prima del 2015, dieci anni dopo i paesi sviluppati ed i problemi legati al suo utilizzo nella coltivazione delle rose keniane sono stati raccolti nel 2002 in questo report della FAO. Per contro inizia ad affermarsi qualche tentativo di sviluppo sostenibile, alcuni produttori stanno cercando di adottare strategie di coltivazione e codici di condotta più attenti e l’uso di sistemi di depurazione e riciclo delle acque sta avanzando, seppur a rilento razie all’impulso del Kenya Flower Council.

Anche quest’anno il responsabile allo sviluppo internazionale del governo britannico ha consigliato ai consumatori di Sua Maestà l’acquisto di rose keniane certificate fairtrade. Da qualche hanno è infatti operativo un disciplinare Transfair che regolamenta aspetti di sostenibilità ambientale e sociale della produzione di rose ed in rete è disponibile un elenco delle aziende keniane che lo adottano. Magari, per questa volta, c’è qualche possibilità di non ripetere in toto gli errori e gli orrori raccontati nell’Incubo di Darwin.

2 thoughts on “The Rose Parade

  1. Buongiorno!
    Sul tema esiste anche un bel libretto:
    Rose & lavoro : dal Kenya all’Italia l’incredibile viaggio dei fiori / Pietro Raitano, Cristiano Calvi
    Terre di Mezzo, 2007 (collana Altreconomia)

    (E chissà se si riesce a trovare ancora in giro “L’incubo di Darwin”?)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...