Quando scoppia la bolla del tè

puerNelle regioni dello Yunnan meridionale è scoppiata la bolla economica del Pu’erh, il tè rosso invecchiato e fermentato. Il prezzo, mandato alle stelle da un mercato capriccioso ed avido è poi crollato in pochi mesi per la volubilità del mercato stesso e per marchiani errori di valutazione, lasciando dietro di sè la tradizionale scia di rovine alla base della piramide produttiva, tra quanti erano convinti di aver trovato il Klondike nell’orto: piccoli traders incauti, contadini rampanti sul lastrico, macchinoni fiammanti di vernice ma senza benzina. Tutti col deretano nella tisana, per parafrasare un detto partenopeo. Le cause sono sempre quelle, germogliate su sistema economico poco accorto e cresciuto troppo in fretta e senza cultura, annaffiate dalla propensione al guadagno facile, al tutti-sporchi-e-subito e scaldate dal sole di un commercio non regolato in base all’effettiva qualità del prodotto ed illuso dalle chimere di una crescita perenne. Ne parla il NY Times con un bel reportage.

Domanda capziosa: quante droghe e prodotti naturali faranno fare la stessa fine ai piccoli produttori nei prossimi anni? (nella foto, un panetto di Pu’erh del 1997, in vendita su Ebay)

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