Si fa presto a dire ORAC

Già, si fa presto. Nei post precedenti in cui si è parlato di ORAC alcuni paletti sono stati fissati: l’ORAC è una delle migliori approssimazioni possibili per determinare un antiossidante naturale ed i confronti a distanza tra estratti possono essere rischiosi, anche se alcuni sistemi sono più ripetibili di altri. Per queste ragioni questo sistema si è imposto bene anche a livello commerciale, ovvero nei dati che le aziende usano per promuovere i loro prodotti o per confrontarli con quelli dei concorrenti nelle cosiddette pubblicità comparative. Ovviamente la faccenda non è così banale, come al solito scienza e tecnica forniscono ottimi spunti per ulteriori domande più di quanto non garantiscano risposte eternamente immutabili, quelle che ci rasserenano tanto per la loro dogmatica semplicità. Purtroppo la certezza scientifica è spesso una nuvola e come il titolo del post suggerisce, non tutti i protocolli ORAC sono identici ed alcune scelte possono determinare forti variazioni nella risposta.

L’ORAC si basa sulla efficacia mostrata dal nostro antiossidante nel proteggere dall’ossidazione una molecola bersaglio, particolarmente sensibile al radicale perossido. Se aggredita dal radicale questa molecola cambia colore o, meglio ancora, diviene fluorescente permettendo di registrarne l’avvenuta o mancata protezione. Il problema è che esistono diverse sostanze (almeno tre) che sono essere utilizzate a questo scopo: ficoeritrina o altri pigmenti di origine algale come la ficocianina, pirogallolo, fluoresceina. Ed a quanto pare la loro risposta non è uguale, specialmente quando si tratta di misurare gli antiossidanti vegetali più comuni, ovvero i polifenoli. La ficoeritrina è il target classico, quello presente nel protocollo originale. Questa proteina è stata abbastanza rapidamente soppiantata perchè poco stabile non sufficientemente ripetibile (in altre parole due esperimenti fatti con il medesimo protocollo potevano avere risultati discordanti). La fluoresceina invece è più stabile ma sembra garantire una risposta di tipo quantitativo e non qualitativo, ovvero non mi dice quanto è efficace la mia molecola nè quanto velocemente la molecola toglie di mezzo il radicale, ma quanto antiossidante devo mettere per raggiungere un certo risultato in un certo tempo. La sua risposta è quindi adatta a definire la relazione tra moli di antiossidante e moli di sostanza da proteggere. L’uso del pirogallolo risulterebbe invece più adatto all’operazione contraria (definire l’efficenza di una struttura chimica), dato che questo tipo di ORAC spiega meglio quanto una molecola o un fitocomplesso è potente.

taboracQuindi, se vengono confrontate piante, prodotti o estratti, è bene verificare che il protocollo di misurazione sia stato il medesimo. Per capirci basta osservare la tabella qui a lato. Secondo l’ORAC via fluoresceina un infuso di Lippia citriodora (=Aloysia citriodora) avrebbe uno score ORAC superiore a quello di tutte le varietà di tè saggiato. I dati ottenuti con un ORAC via pirogallolo non solo hanno valori assoluti di sei-dieci volte inferiori, ma dispongono le diverse droghe in un ordine relativo assai differente con gli estratti di tè che forniscono prestazioni migliori rispetto agli infusi. Confrontare prodotti ottenuti con i due metodi risulta evidentemente fuorviante, ma al tempo stesso potrebbe essere una forte tentazione per chi volesse affossare un prodotto concorrente…  Anche se questo non giova alla semplicità del messaggio ed alle tasche del committente (nè a quelle del ricercatore senza commissioni), l’uso di protocolli diversi sarebbe opportuno per avere risposte certe sull’efficacia di un estratto e ridurre le interpretazioni errate.

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Antioxidant capacity of herbal infusions and tea extracts: A comparison of ORAC-fluorescein and ORAC-pyrogallol red methodologies
E. Alarcón, A.M. Campos, A.M. Edwards, E. Lissi C. López-Alarcón
Food Chemistry 107, 2008, 1114-1119.

Oxygen radical absorbance capacity (ORAC) values have been obtained for a series of teas and herbal infusions employing 2,2′-azo-bis(2-amidinopropane) as free radical source, and fluorescein and pyrogallol red as target molecules. The amounts of phenols in the extracts were evaluated by Folin’s methodology. ORAC values are extremely dependent upon the employed target molecule. Even more, relative ORAC values measured for different infusions depend upon the employed methodology. For example, ORAC-fluorescein value of Aloysia citriodora is larger than that of green tea, while if pyrogallol red is employed as target molecule green tea appears as nearly nine times more efficient. Similarly, for extracts with comparable amounts of phenols, herbal infusions are more efficient than teas by ORAC-fluorescein, while opposite conclusions are obtained if ORAC-pyrogallol red values are considered. Extreme care must then be taken for conclusions obtained from ORAC values estimated by employing a single target molecule.

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