Nelle piante ci sono i sassi

oxaAnche le piante hanno i loro calcoli e come buona parte di quelli umani sono costituiti da inclusi cellulari di ossalato di calcio, ovvero da cristalli che si formano per precipitazione, quando la concentrazione di acido ossalico supera un certo limite. In ambito vegetale non hanno carattere patologico ed anzi il loro ruolo è molteplice, perchè alle piante l’ottimizzazione totale piace un sacco, col risultato ai interessare a titolo diverso i fisiologi, i botanici, i farmacognosti, i nutrizionisti. Ed anche i fotografi. Un bel riassunto sulla loro biosintesi e funzione è consultabile qui.

Innanzitutto questi cristalli rappresentano una discarica concentrata per sostanze di scarto del metabolismo primario che la pianta non può smaltire altrimenti, in assenza di un apparato escretore. In alcune piante la loro presenza è massiccia, se è vero che in certi cactus gli ossalati costituiscono circa il 70% del peso secco. Già che ci sono, perchè non utilizzarli per altri scopi e ricirclarne il senso, da zavorra ad elemento funzionale? Ecco quindi che che diventano fattori antinutrizionali, ostacolo alla masticazione di insetti erbivori oppure piccoli specchi riflettenti per diffondere meglio la luce nei tessuti clorofilliani (sì, proprio come la palla a specchi nelle disco anni ’70).

Osservati al microscopio, soprattutto a quello elettronico, hanno davvero un fascino esotico, come illustra una bella galleria con altrettanto complete didascalie sul sito di Chemical and Engineering News. Grazie alle diverse forme cristalline denominate druse, prismi o rafidi (il reticolo può essere monoclino, rombico, cubico in funzione del pH di cristallizzazione e del numero di molecole d’acqua presenti) è anche possibile usarli per discriminare droghe vegetali negli studi forensi, come racconta questo articolo, che riporta la storia di una strana intossicazione in una caffetteria americana. In alcuni casi infatti i cristalli di ossalato hanno la forma di aghi appuntiti e si trovano immersi in un succo cellulare ricco di sostanze urticanti; se masticate le cellule si rompono, i cristalli si conficcano nella pelle e facilitano la veicolazione e l’efficacia di sostanze irritanti le mucose. I generi in grado di causare questo tipo di intossicazione sono Alocasia, Arisaema, Brassaia, Caladium, Caryota, Colocasia, Dieffenbachia, Epiapremnum, Monstera, Philodendron, Spathiphyllum.

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