Le ultime sugli antitumorali vegetali

pmIl tema degli antitumorali di origine vegetale è delicato, per vari motivi. Da un lato abbiamo più di un principio attivo naturale (tassolo, etoposide, vincristina, ad esempio) che da solo o dopo parziale trasformazione ha ormai passato i vagli sperimentali sino ad entrare nella pratica clinica. Trovare altri candidati per l’industria farmaceutica non è impossibile e gli scenari nuovi non mancano (la relazione tra dieta, sostanze vegetali ed epigenetica per dirne una). Sulla sponda opposta, molto lontana, abbiamo pratiche non ortodosse che cercano vie terapeutiche al di fuori della medicina ufficiale (anche se preferirei parlare di medicina scientifica). In mezzo, un’ampia, vasta zona grigia di sostanze, approcci, strategie, ipotesi più o meno promettenti nella prevenzione della carcinogenesi, nel drug design, nell’interazione con nuovi targets coinvolti nelle diverse fasi delle diverse tipologie di malattie tumorali.

La rivista Planta Medica, caposaldo del rigore fitoterapico e farmacognostico teutonico, ha appena dato alle stampe un numero speciale dedicato agli antitumorali di origine naturale, con l’intento di fare il punto della situazione. L’impianto è quello medico-farmaceutico, probabilmente a tratti ostico ma per l’occasione gli articoli sono tutti scaricabili gratuitamente e spaziano da temi generali (la protezione UV, l’epigenetica, il ruolo dei ROS) ad applicazioni specifiche per la prevenzione (il succo di mela, Aronia melanocarpa, le spezie ed i fitoestrogeni) sino alla revisione di alcuni metodi di studio. Qualcosa manca, ad esempio non c’è nulla sulle prospettive legate a prodotti di origine fungina.

3 thoughts on “Le ultime sugli antitumorali vegetali

  1. concajoni ha detto:

    Non vorrei che si trascurasse, come fa Planta Medica, l’esperienza dell’impiego di Viscum album nella cura dei tumori praticata da decenni dalla medicina antroposofica. Per gli interessati, Tecniche Nuove ha appena pubblicato un testo: Viscum album e cura oncologica, autore l’oncologo Walter Legnani.

  2. L’uso dell’Iscador è in effetti diffuso, specie in area angosassone-germanica e sull’efficacia di questi estratti nell’allungamento dell’aspettativa e della qualità della vita ci sono vari pareri. Recentissimamente è stata pubblicata anche una Cochrane Review sull’uso di Viscum album in oncologia; queste revisioni in genere sono redatte senza eccesso di ottismismi, ha riservato attenzione in particolare alla possibilità di utilizzarlo come coadiuvante di altre terapie, per massimizzarne l’efficacia. In altri casi le opinioni sono state molto più drastiche.

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