Non avrai altro ORAC all’infuori di me

maqui-frutos1L’esistenza di un sistema di misurazione porta inevitabilmente ad imbattersi in situazioni che meriterebbero un tag apposito: “facciamo a chi ce l’ha più lungo“. Il mercato degli antiossidanti naturali non si fa mancare niente e la corsa all’estratto vegetale o al succo di frutta con lo score ORAC più grande di tutti è aperta da quando questo sistema è diventato metro del potere antiossidante (e del potenziale commerciale) dei derivati vegetali. Tra gli autodichiarati vincitori provvisori, un’azienda americana (la Novelle International) che ha da poco messo sul mercato il succo di Maqui (al secolo Aristotelia chilensis), con tanto di pubblicità comparativa con l’ORAC dei prodotti della concorrenza direttamente in homepage. Stando al produttore, il Maqui cileno avrebbe il frutto col più alto valore antiossidante al mondo grazie ad una abbondante presenza delle solite antocianine (o antociani che dir si voglia), pari a 137 mg/100g di frutto fersco. La pianta è un alberello della flora cilena, adattato come ornamentale anche in altri climi temperato-freddi ed una bella scheda botanica è disponibile qui (sito da cui proviene anche la figura qui a lato). Nella scheda leggo che l’uso tradizionale dei frutti è come antidiarroico, -verosimilmente per via dell’azione astringente degli abbondanti polifenoli- e questo potrebbe implicare una scarsa compatibilità tra il succo di Aristotelia chilensis e persone con disturbi di stitichezza. Per qualche informazione extra sulla composizione fitochimica e sulle attività biologiche del frutto e del suo succo, un paio di fonti qui e qui.

In tutto questo sento però montare un dubbio da super size me in chiave erboristico-nutrizionale, una specie di corsa all’eccesso per bilanciare e giustificare altri eccessi. Assumere un sorso di un succo con un ORAC galattico significa davvero occuparsi del proprio benessere o semplicemente si tratta dell’equivalente psicologico dell’iscrizione in palestra, alibi d’eccellenza per perdonarsi di non riuscire ad avere uno stile di vita equilibrato ed un’alimentazione normalmente ricca di banali e poco trendy frutti e verdure fresche? Anche se il cercare un trait d’union tra l’evidenza scientifico come “dato di realtà” ed il suo uso nell’induzione di bisogni può far storcere il naso a qualcuno, questo tipo di uso dell’ORAC value rischia di cadere esattamente in questa trappola.

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Antioxidant and cardioprotective activities of phenolic extracts from fruits of Chilean blackberry Aristotelia chilensis (Elaeocarpaceae), Maqui
Carlos L. Cespedes, Mohammed El-Hafidi, Natalia Pavon, Julio Alarcon
Food Chemistry 107 (2008) 820–829
(scarica il pdf)

The methanol extract from mature fruits of Aristotelia chilensis (Mol) Stuntz (Elaeocarpaceae) showed antioxidant activities and cardioprotective effects on acute ischemia/reperfusion performed in rat heart in vivo. This extract protected animals from heart damage by the incidence of reperfusion dysrythmias, and the no-recovery of sinus rhythm. On the other hand, the MeOH extract of the fruit was able to prevent these harmful events in the animal’s heart by diminishing lipid oxidation and reducing the concentration of thiobarbituric acid reactive substances (TBARS), a lipid peroxidation index. In addition, MeOH extract of A. chilensis was evaluated for DPPH (2,2-diphenyl-1-picrylhydrazyl) radical scavenging, crocin radical scavenging, oxygen radical absorption capacity (ORAC), ferric reducing antioxidant power (FRAP), an estimation of lipid peroxidation in liposomes through the inhibition of formation of TBARS. MeOH extract was found to have IC50 of 1.62 ppm against DPPH and 2.51 ppm against TBARS, compared with the juice, whose IC50 was 12.1 ppm and 9.58 ppm against DPPH and TBARS formation, respectively. Antioxidant activities of MeOH extract were strongly correlated with total polyphenol content. Consistent with this finding, MeOH had the greatest ORAC and FRAP values as percentage of activity. These results show that these fruits could be useful as antioxidant, cardioprotective and nutraceutical sources.

5 thoughts on “Non avrai altro ORAC all’infuori di me

  1. guntherkfuchs ha detto:

    devo dire che è un po che seguo il tuo blog, e per lasciarti un commeto mi sono iscritto a wordpress, i miei complimenti per la cultura e lo spessore dei contenuti (in confronto io faccio ridere), volevo portare alle tua attenzione un articolo apparso sul Guardian sugli antiossidanti da uno studio di David Gems, University College London, provo a linkartelo spero funzioni
    http://www.guardian.co.uk/science/2008/dec/01/medical-research-health-vitamin-supplements , saluti Gunther

  2. Gunther, sei davvero troppo magnanimo. Per farti ricredere domattina un bel post con lo Jianchi assieme ad Elio e le Storie Tese.

  3. murex26 ha detto:

    molto interessante l’articolo, chetelodicoafare , anche io ero venuta a conoscenza della questione Orac, ..e da allora vai di succo di mirtillo😀, scherzi a parte (che tra l’altro lo prendevo davvero il succo di mirtillo, per via della mia tendenza ai capillari fragili..e ..perchè mi piace, confesso :P) io credo come te che non si possa ridurre tutto ad un gesto, come una ‘pillola’ (in questo caso naturale), magica che ci salva da stili di vita sbagliati ecc. ecc….ma come coadiuvante, in più, può essere utile..che ne pensi?

    tra l’altro ho sentito recentemente che sono apparsi articoli (ma non mi sono informata bene a riguardo),i quali dimostrano che anche un eccesso di antiossidanti, può risultare dannoso..tu ne sai nulla?

  4. Gli eccessi sono sempre dietro l’angolo in questi settori, nei quali la parola “equilibrio” ha una declinazione tutta particolare. Eccessi mediatici, comunicativi, sovrastima degli effetti salutistici ed anche eccessi di consumo conseguenza di scarsa o malguidata informazione: non a caso le ipervitaminosi sono più diffuse negli Stati Uniti anche in conseguenza degli alti dosaggi che da sempre contraddistinguono l’alimentazione (anche quella funzionale o d’integrazione) da quelle parti. Per fare un esempio, una dozzina d’anni fa fu riscontrata una crescita esponenziale di ipervitaminosi da vitamina D (con due decessi) a causa del consumo eccessivo di latte fortificato con vitamina D consumato in associazione con un integratore alimentare a base della stessa vitamina.

    Non mi stupirebbe leggere di problemi analoghi, magari meno gravi, oltre una certa soglia anche per i polifenoli.

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