Medicina tradizionale cinese e sostenibilità

chiheTraffic ed il WWF hanno pubblicato nei giorni scorsi lo The State of Wildlife Trade in China in 2007, un report basato su interviste ed indagini sul territorio cinese condotte tra dicembre 2007 e febbraio 2008 (qui disponibile in pdf bilingue). Tre i capitoli centrati direttamente o indirettamente sulla medicina tradizionale cinese (MTC) e sulla biodiversità vegetale in genere.

Dalla lettura di Promoting sustainable use of Chinese traditional plant medicines emerge chiaro come in assenza di un sistema regolato e tarato sulla sostenibilità e non solo sui consumi e sulla produzione, il sostegno bona fide a qualunque sistema diffuso di utilizzo commerciale di piante medicinali (e di risorse naturali in genere) è destinato a creare più danni che benefici. La promozione e l’aumento costante delle quote di mercato delle droghe della MTC, cresciuto del 10% nell’ultimo anno stando alle stime di Traffic (oltre un miliardo di dollari nei primi 10 mesi del 2007), stanno avendo infatti un ruolo preponderante nella rovraraccolta di specie spontanee a rischio estinzione, ormai giunte al 15-20% della flora cinese. Nonostante la centralizzazione del commercio per l’export in 17 grandi mercati su scala regionale, i controlli sulle specie a rischio e l’applicazione di buone pratiche di raccolta sono infatti lettera morta. Delle 1200 piante medicinali cinesi sul mercato, 800 sono raccolte spontanee, per un totale pari a circa il 30% del volume commerciale del paese nel settore. Tra le specie più minacciate quelle non coltivabili per motivi diversi (climatici o biologici, alcune sono piante parassite), come Saussurea involucrate, Cistanche deserticola, Cordyceps sinensis e Gastrodia elata.

Curiosamente, per quanto riguarda i consumi interni nel paese, sono le persone con un ceto sociale ed un’educazione superiori a consumare più frequentemente materiale vegetale spontaneo (sia come alimento che come medicina), anche per una questione di prestigio ed esclusività legata alla sempre meno agevole reperibilità delle risorse, specialmente nelle aree urbane, come approfondito nel report Understanding the motivations of wildlife consumption.

La Cina è diventata infine il secondo paese importatore di legname pregiato, soprattutto dall’Africa (Timbertrade trends between China and Africa). Un fatto inevitabile dati i trend di crescita industriale ma problematico per la difficoltà nel controllare le certificazioni e l’uso di legname protetto, oltre che per la scarsa cultura cinese per la conservazione e l’equità commerciale. Non a caso la crescita delle importazioni da paesi come Guinea Equatoriale e Gabon è direttamente proporzionale all’implementazione di regole ambientali e sociali rigide imposte alle importazioni cinesi dai paesi del sudest asiatico.

One thought on “Medicina tradizionale cinese e sostenibilità

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...