Oil (non oil)

Adulterazioni e sofisticazioni avvengono sostanzialmente per due motivi: o chi produce e commercia vuole lucrare oppure il mercato chiede prezzi più bassi di quelli realmente fattibili. Questo vale sempre, anche in erboristeria e soprattutto con quei prodotti che presentano un valore aggiunto maggiore, come ad esempio gli oli essenziali. Non è quindi un caso se nell’ambito degli oli essenziali la casistica è enorme: il mercato è ampio, i controlli molto meno, la reperibilità di alcuni prodotti è ostica, i prezzi in alcuni casi sono molto superiori alla media e sussiste l’oggettiva difficoltà nel riconoscere “a naso” le sofisticazioni più raffinate.

Per avere un’idea qualitativa della creatività dei sofisticatori profumati, il riferimento in rete è del 2003 e si chiama The Adulteration of Essential Oils and the Consequences to Aromatherapy & Natural Perfumery Practice. Raccoglie e descrive olio per olio le diverse tipologie di sofisticazione, riassumendo in modo succinto le tecniche strumentali da adottare per il controllo.

La panoramica delle fubate comprende l’ormai classica sofisticazione con diluenti di varia origine come ad esempio ftalati o glicoli o oli fissi, oppure l’aggiunta di oli essenziali simili, più economici, difficilmente riconoscibili da parte di un naso poco allenato. Esempi classici: olio di foglia di cannella assieme ad olio di cannella corteccia; olio di lavanda ibrida assieme a lavanda vera. Altra opzione l’Integrazione di alcuni componenti maggioritari dell’olio con loro derivati di sintesi, più economici, per ottenere una diluizione del prodotto o il suo passaggio ad una fascia qualitativa maggiore. Ulteriori opzioni fraudolente prevedono l’utilizzo di oli ricostruiti artificialmente, ovvero di miscele calibrate di singoli componenti caratterizzanti, ed aggiunti ad assolute o oli di particolare pregio come quella di rosa, Osmanthus o gelsomino. Immancabile infine, la vendita dei polli al posto delle aquile, previo cambiamento d’etichetta ad esempio tra l’economico olio di citronella e quello ben più caro di melissa.

2 thoughts on “Oil (non oil)

  1. Tony Burfield, oltre a rendere pubbliche pratiche che sarebbero difficili da documentare da persone esterne al mondo della produzione e brokeraggio degli olii essenzili, ed oltre che essere un simpaticissimo esemplare di “animale britannico” par excellence, mantiene sul suo sito una simpaticissima pagina di Bollocks, e coedita una newsletter sulla sostenibilità dello sfruttamento delle piante aromatiche: Cropwatch.
    adios

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...