Mercati succosi

La corsia bibite e succhi di frutta del vostro supermercato è diventata, da circa un lustro, un hotspot di biodiversità salutistica. Negli scaffali in cui pera, pesca, arancia ed albicocca spadroneggiavano incontrastate ora trovano spazio anche nuovi ospiti, alcuni venuti da lontano (noni, ginseng, gingko), certi elaborati da fonti presenti in altre corsie (proteine della soia, fitosteroli, polifenoli del tè verde e succhi d’uva moooolto fashion), altri elevati a nuova e rapida nobiltà dai trend di mercato (sambuco, melograno, mirtilli di varia origine), altri ancora più o meno agghindati di sostanze extra (i vari ACE, molti energy-drink imbottiti di taurina e caffeina). Tutti accomunati da un messaggio: il succo di frutta e la bibita arricchita di ingredienti funzionali fanno bene alla salute in mille modi e si assumono facilmente, in un sorso di benessere.

Oltre a queste bevande più o meno convenzionali premono sulle frontiere dello scaffale pretendenti più sofisticati, leccati nel packaging ed aggressivi nella conquista, nonostante l’aspetto in genere molto raffinato ed il look minimale new-age: le botanic waters, acque aromatizzate agli estratti vegetali, presentate come una variazione preconfezionata ed estremamente diluita (forse ai confini dell’omeopatico, nel senso che la quantità di estratti dev’essere davvero infima) sul tema della tradizionale tisana erboristica. Il loro reale valore salutistico è tutto da vedere e sulla carta opinabile, ma queste acque sembrano piacere un sacco ai responsabili marketing.

Il polso del trend delle bibite funzionali arricchite con estratti vegetali è tastabile in un collage di opinioni pubblicato su AgroFood. La visione è quella del laboratorio R&D delle aziende del settore, ovvero di chi deve trovare la convergenza tra vettori non sempre sincronizzati: la volatilità del mercato, le esigenze del marketing, i costi del prodotto finito, il senso scientifico, le limitazioni delle normative, il bisogno di differenziarsi dalla concorrenza. Tutti fattori che contribuiscono ad una diversificazione quasi parossistica del mercato. Alcuni passaggi sono interessanti. Ad esempio si percepisce che
l’industria delle bevande funzionali non era completamente impreparata alle richieste dell’EFSA su studi specifici o quantomento sapeva sarebbero state drastiche e che fare semplici riferimenti a dati di letteratura non sarebbe più bastato.

Si suggerisce inoltre di distinguere tre categorie merceologiche nel settore delle bevande fortificate: Classical Functionals, New Age functionals e True Functionals. I primi contengono solo vitamine, sali minerali ed oligoelementi addizionati ad un aroma piacevole. I secondi rappresentano invece il grosso del mercato ed offrono libero sfogo alla creatività informata dei ricercatori aziendali, dato che portano nell’alimentare ingredienti nati e sviluppati altrove, ad esempio in erboristeria. I terzi invece annoverano bevande i cui ingredienti caratterizzandi hanno ottenuto un effettivo riconoscimento da parte delle istituzioni preposte, come l’FDA o l’EFSA.

Nel complesso, leggendo le opinioni dei vari intervistati, emerge un identikit del cocktail ideale per sfondare sul mercato: poche, pochissime calorie, due terzi di appeal salutistico, un terzo di gradevolezza al gusto, una spolverata di validazione scientifica. L’ombrellino ed un bicchiere dal giusto aspetto fanno il resto.

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Functional beverages: an overview
Anno 17 – No. 4 – July/August 2006 – AgroFOOD industry hi-tech

G. De Maria

There is a growing demand worldwide for the health benefits of fortified beverages, particularly those with organic, natural or energy-boosting ingredients. This trend is reflective of the consumers desire to maintain and improve energy, reinvigorate and replenish body fluids, manage weight gain and enhance the nutritional value of popular beverages. Agro Food Hi Tech Industry journal has tried, with the help of experts from Academics and Industries, to give an overview of this extremely emerging food market.

One thought on “Mercati succosi

  1. guntherkfuchs ha detto:

    questo post me lo ero perso hai fatto bene a segnalarmelo, la divisione della bevande fortificate mi piace molto, è molto avanti è condivisibile. anche il mix mi ha fatto molto divertire, per esperienza metterei più gradevolezza al gusto per l’italia, può anche essere un prodotto “sano” ma se non ha una buona palabilità, l’italiano non lo ri-acquista, grazie per alzare sempre il livello della discussione

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