Domenica, laboratorio, brunch

Da queste parti il brunch della domenica mattina è un’oasi di marmellata di zenzero e rabarbaro, miele di erica, infusi improbabili e uova col bacon. Così quando mi hanno chiesto un parere sul prodotto raffigurato a lato e venduto come tisana in Ecuador, ho unito casa e lavoro. Strano, non lo faccio mai. Così, dopo aver cercato informazioni sulle piante presenti, mi sono preparato la tisana e l’ho assaggiata. Uno slideshow delle due droghe e della preparazione della tisana (estetica an-estetica rigorosamente made in DDR) è disponibile sul fiammante account Flickr associato a questo blog.

Le due droghe presenti in forma intera e non in taglio-tisana sono capolini di Chuquiraga insignis (recentemente rinominata Chuquiraga jussieui e spesso riportata con un nome comune simile ma non identico: Chuquiragua) e parti del fusto di una non ben identificata specie Gnaphalium, il cui nome popolare è Arquitecto. Entrambe Asteraceae, entrambe piante d’alta quota, da pàramo. Non a caso vengono raccolte dalle parti di Guaranda, dove ormai da decenni è attivo un centro di sviluppo comunitario che definire poliedrico è poco. Alla faccia dei 3600 metri d’altura e di una carenza d’ossigeno che ottenebra la mente, si spazia dalle erbe officinali ai salumi, dai formaggi ai funghi essiccati passando per la produzione di cioccolate e dolciumi, spesso esportati.

Chuquiraga jussieui è un arbusto nano e coriaceo ed appartiene ad un genere soprattutto andino. Popolarmente trova impiego per una pletora di affezioni: mal di stomaco, dolori ed infiammazioni, influenza e tosse, ma non sono disponibili studi nè sulla composizione fitochimica nè sulla sua azione; quel che si conosce è sostanzialmente ovvio: contiene flavonoidi, perlatro comuni. Probabile la presenza di sostanze amare, come spesso avviene tra le Asteraceae, ma l’unico strumento per verificarne la presenza è per ora il gusto. Il genere Gnaphalium è invece abbastanza cosmopolita e diffuso in ogni continente ed anche per questo è stato studiato più attentamente. In questo caso però a remare contro è il gran numero di specie e di usi riportati in diverse parti del mondo, che rende arduo associare caratteristiche ad una specie non ben definita come quella presente nella tisana. Il gordolobo tea messicano, ad esempio, è ottenuto con specie nordamericane di Gnaphalium ed ha un buon background come antinfiammatorio, contro problemi gastrointestinali e da raffreddamento. Difficile, se non azzardato, ipotizzare affinità con il Gnaphalium della tisana ecuadoriana, che è descritta come diuretica.

Per la cronaca, la tisana è amara, forse più del miele di corbezzolo.

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7 pensieri su “Domenica, laboratorio, brunch

  1. Pardon, mi riferivo alla mia risicatissima abilità fotografica nel documentare l’operazione!!

    Il prodotto esce con tanto di numerazione del lotto, data di produzione e data di scadenza. E riporta pure una serie di contatti telefonici ed email a cui chiedere informazioni.

  2. Nel frattempo qualche altra indicazione sull’uso popolare di Chuquiraga è staltata fuori, spulciando qua e là. Come spesso capita fossilizzarsi con un nome botanico può essere limitativo e tocca cercare anche le possibili deformazioni enigmistiche: da Chuquiraga insignis a ChuquiragUa insignEs…

    Chuquiragua insignes, commonly named Chuquiragua, have a traditional medicinal use against hepatic problems and also as a diuretic, tonic, and for relief of persistent coughs. An infusion of its flowers is commonly recommended. Bonifaz C. La diversidad florística del occidente ecuatoriano. In: Suárez L (ed), Ecuador y biodiversidad. 1998

  3. ho acquistato in un negozio equo solidale una ‘tisana del sole’ dall’equador che contiene:erba luigia,menta,origano,guaviduca.maschua(tropaelum tuberosum),arquitecto(lasiocephalus ovatus),chuquiragua(cuquiragua jusseu)ataco(amaranthus caudatus),ataco(amarantus caudatus),nachag(bidens andicola). alcune ore dopo averla bevuta mi è apparso un esantema sul torace che perdura da giorni e non è sparito nemmeno con il regime disintossicante.sono farmacista,ma non conosco quelle erbe andine,ti risulta possano avere qualche effetto tossico?

  4. Non è facile dare una risposta, per vari motivi anche di competenze mediche che non ho. Innanzitutto in questi prodotti multi-ingrediente è difficile sapere se le piante elencate sono effettivamente quelle presenti nel mix ed in che quantità, ovvero non sappiamo se per sbaglio sono state aggiunte anche altre piante non citate o mal identificate. Spesso si tratta di piante raccolte allo stato spontaneo e non coltivate, il che aumenta il rischio dell’errore. In secondo luogo perché spesso, se non quasi sempre, per le piante esotiche il quadro tossicologico è parziale o anedottico. Le parti aeree dell’Amaranto (non i semi) a quanto pare hanno una storia di fototossicità, così come alcune Asteraceae (e nell’elenco che fai ce ne sono diverse, anche se non si hanno notizie dirette sulle specie che citi). Hai preso il sole, anche solo parzialmente, dopo aver bevuto la tisana?

    Se qualche lettore con esperienza terapeutica vuole intervenire, è ovviamente sempre benvenuto.

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