La settimana del melograno #5 – Melostrano

Che il melograno sia un tipo originale è evidente: il frutto a balaustio ce l’ha solo lui, tanto che anche i tassonomi lo hanno messo in stanza da solo, chè di parenti stretti non ne ha o quasi. E’ figlio unico, diciamo. La sua stranezza si estende al contenuto e sono diversi i metaboliti secondari specie-specifici, ovvero rinvenuti unicamente nel frutto di Punica granatum. Ad esempio, uno dei principali componenti dei semi di melograno (12 – 20% del peso totale dei semi, che a loro volta possono rappresentare anche oltre il 60% del peso del frutto sbucciato) è costituito da un olio grasso. Questo olio è composto principalmente da trigliceridi di cui l’80%, è formato da un acido grasso polinsaturo particolare chiamato acido punicico. La sua unicità sta nel fatto di essere un isomero dell’acido linolenico, di cui mantiene le principali caratteristiche. E’ per questo motivo e per la buona presenza di vitamina E che l’olio trova impiego in fitocosmesi. Altri elementi d’originalità sono le punicalagine, tannini idrolizzabili in buona parte responsabili dell’azione antiossidante del succo. E’ al mix di ellagitannini, acido gallico e flavonoidi di varia natura (soprattutto antocianine, ma anche catechine) che si deve l’azione più promossa nel succo di melograno commerciale, quella antiossidante.

Queste ed altre proprietà non sono di esclusiva pertinenza del Wonderful, la varietà citata in precedenza. La summa scientifica delle conoscenze su Punica granatum in senso lato è disponibile consultando due documenti. La prima fonte è omnicomprensiva: coltivazione, validazione salutistica, fitochimica, commercio, post-raccolta ed ha come titolo Pomegranates: Ancient Roots to Modern Medicine. Si tratta di monografia-libro multiautore, già disponibile alla consultazione su Google Books, sebbene sia stata edita di recente da CRC Press in seno ad una collana vocata agli industrial crops. La seconda è una review altrettanto recente (qui il pdf) centrata in modo specifico sull’azione antinfiammatoria del frutto e sulle sue ricadute nella prevenzione della carcinogenesi. Più sintetica ancora, la monografia NewCrop.

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Punica granatum (pomegranate) and its potential for prevention and treatment of inflammation and cancer
Ephraim P. Lansky,Robert A. Newman
J. Ethnopharmacol. (2007) 109, 2, 177-206
(scarica il pdf)

The last 7 years have seen over seven times as many publications indexed by Medline dealing with pomegranate and Punica granatum than in all the years preceding them. Because of this, and the virtual explosion of interest in pomegranate as a medicinal and nutritional product that has followed, this review is accordingly launched. The pomegranate tree, Punica granatum, especially its fruit, possesses a vast ethnomedical history and represents a phytochemical reservoir of heuristic medicinal value. The tree/fruit can be divided into several anatomical compartments: (1) seed, (2) juice, (3) peel, (4) leaf, (5) flower, (6) bark, and (7) roots, each of which has interesting pharmacologic activity. Juice and peels, for example, possess potent antioxidant properties, while juice, peel and oil are all weakly estrogenic and heuristically of interest for the treatment of menopausal symptoms and sequellae. The use of juice, peel and oil have also been shown to possess anticancer activities, including interference with tumor cell proliferation, cell cycle, invasion and angiogenesis. These may be associated with plant based anti-inflammatory effects, The phytochemistry and pharmacological actions of all Punica granatum components suggest a wide range of clinical applications for the treatment and prevention of cancer, as well as other diseases where chronic inflammation is believed to play an essential etiologic role.

4 thoughts on “La settimana del melograno #5 – Melostrano

  1. Ciao Franco, non mi risulta che un acido grasso come il punicico sia usato per le diarree. Del melograno in fitoterapia tradizionale (e credo anche in veterinaria) si usa la parte esterna del frutto, la “buccia”, perchè ricca in tannini astringenti che però sono molecole completamente differenti. Resta comunque sempre fermo l’assunto che è pressochè impossibile dire che una molecola, una droga o una tisana “è adatta” senza conoscere le cause del problema.

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