Piante ed Alzheimer

Sarà che l’aspettativa di vita in Occidente si allunga e le patologie degenerative sono diventate l’ossessione di una società che teme più la vecchiaia che la morte (eppure fa di tutto per prolungare l’anzianità), ma si moltiplicano gli studi sull’azione di fitocomplessi nei confronti del climax ascendente composto da disturbi cognitivi, perdita della memoria, demenza senile ed Alzheimer. Evidentemente è anche un mercato che tira e questo implica un’aumento degli investimenti in ricerca. Solo nelle ultimi mesi diversi studi hanno riassunto o approfondito gli effetti di principi attivi di origine vegetale in questo settore.

Una Cochrane Review ha riassunto gli esiti di 6 trial clinici sull‘impiego di Huperzina A, un alcaloide estratto da Huperzia serrata (Lycopodium serrata) una briofita di origine cinese nota anche come Qian Ceng Ta o Chinese Club Moss. La Huperzina A sta diventando abbastanza trendy nel settore ed è da tempo segnalata come il principio attivo ritenuto responsabile dell’inibizione dell’acetilcolinesterasi riscontrata nelle preparazioni della Medicina Tradizionale Cinese a base di Huperzia. L’alcaloide isolato è già disponibile in forma farmaceutica ed il suo uso è autorizzato dalla FDA americana all’interno di supplementi alimentari per la prevenzione della demenza senile. Come spesso avviene in questi casi i trials sono in genere piccoli e con qualche pecca metodologica rispetto allo standard auspicato dall’ambiente medico e la conclusione invariabilmente cade su un “promettente ma da verificare”.

Più arretrate dal punto di vista medico le altre indegini. Un altro studio clinico su grandi numeri (oltre 850 pazienti) per la Vitamina E sull’efficacia di una dose di 1000UI nel prolungare l’aspettativa di vita in pazienti affetti da Alzheimer (e trattati al contempo con un farmaco inibitore dell’acetilcolinesterasi). Il dato sembra aggiungersi a precedenti indicazioni relative alla recessione di alcuni sintomi della medesima patologia, sebbene non sia chiaro se in questo caso l’azione sia da imputare ad un effetto sulla malattia stessa o su una non precisata combinazione favorevole di eventi. Ancora più elaborata e per ora puramente farmacologica l’ipotesi di una inibizione della sintesi cerebrale di peptidi beta-amiloidi ad opera di alcuni flavonoidi della dieta, come la luteolina. Quella del controllo nella produzione di beta-amiloide sembra essere la strada più percorsa recentemente anche in ambito fitoterapico; ad esempio estratti commerciali di semi d’uva ricchi in catechine, hanno dato qualche risultato preliminare in vivo tramite somministrazione orale (qui il pdf). I polifenoli in genere hanno già evidenziato in vitro la capacità di inibire la polimerizzazione delle proteine beta-amiloidi ed il passaggio ad una prima efficacia per os è considerato interessante.

Con notevole tempismo poi, la Società Italiana di Fitoterapia ha edito un numero monografico di Piante Medicinali dedicato a “Il ruolo delle piante nel trattamento del morbo di Alzheimer“. Il numero speciale della rivista può essere richiesto alla segreteria della società e purtroppo non è disponibile online in pdf. Nel documento sono prese in considerazione le diverse ipotesi di eziopatogenesi dell’Alzheimer (amiloide e colinergica). Per ognuna sono passate in rassegna le diverse fonti vegetali di farmaci attualmente in uso o in sperimentazione (galantamina o l’estratto di Gingko biloba EGd 761 ad es.) e la loro capacità di ritardare la perdita di autosufficienza dei pazienti. Sebbene la parte botanica sia presente ed esaustiva, la revisione è destinata più ad un pubblico medico-farmacologico che erboristico.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...