La settimana del melograno #1 – Claims salutistici

In ossequio alla stagionalità dei consumi, questa sarà la settimana del melograno. Coltivazione, mercato, composizione chimica, applicazioni, livello di validazione scientifica dei claim salutistici, utilizzo dei prodotti di scarto e qualche curiosità sulla pianta che, smessi i mesti panni carducciani e terminate le comparsate nelle nature morte autunnali, si sta facendo un nome soprattutto tra le bevande ad azione funzionale (e non solo). Oltre che nelle erboristerie, anche nei supermercati il succo di melograno è spinto parecchio e quasi tutte le case di succhi di frutta mandano a scaffale prodotti che lo contengono.

Si inizia al contrario. Come la recentissima vicenda di Alixir insegna, anche in campo alimentare-nutraceutico non è più così agevole per le aziende vantare claims salutistici espliciti senza l’appoggio di bibliografia scientifica precisa e specifica. Così una delle principali compagnie statunitensi, la POM Wonderful,  negli ultimi anni ha commissionato un buon numero di studi a diverse università, soprattutto americane, basati su una specifica cultivar di Punica granatum, la Wonderful. Pare che l’investimento complessivo dell’azienda in attività di ricerca mirate abbia raggiunto i 25 milioni di dollari, a testimonianza anche di un mercato che si ritiene particolarmente promettente dal punto di vista economico.

I risultati di queste ed altre ricerche sono stati raccolti in una monografia da poco edita dall’American Botanical Council e disponibile anche in pdf. La review condensa lo stato dell’arte sulle attività preventive e terapeutiche ed in generale sulla validazione scientifica degli usi salutistici del succo commercializzato dall’azienda. Gli autori non traggono conclusioni, ma elencano e descrivono i risultati disponibili da saggi in vitro, su animali e sull’uomo nei confronti di patologie cardiovascolari e cancro alla prostata. E’ inclusa anche una parte sulle reazioni avverse e sulle possibili interazioni con farmaci.

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