Backpackers guide to herbalism – Andalusia

Dopo Londra ed Ecuador, terza puntata delle scoperte di viaggio per Meristemi in versione herbal wanderer. Tappa di turno l’Andalusia, che si apre con una avvertenza: non darei troppa fiducia alla polvere arancione venduta per due lire come zafferano sui piazzali circostanti la cattedrale di Granada ed in altri hotspots turistici. Per quanto lo zafferano spagnolo costi meno del pregiato ed ottimo Zafferano dell’Aquila DOP, prodotto sugli altipiani di Navelli in Abruzzo, quel prezzo andaluso è talmente fuori mercato da odorare di sofisticazione lontano un miglio (si parla di circa 2000 euro/kg al dettaglio e per capire i motivi del costo credo basti leggersi il disciplinare di produzione o la sua versione sintetica). Stupidamente non ho pensato di prenderne comunque un poco per fare un paio di osservazioni al microscopio e togliermi una curiosità, anche se le sofisticazioni più frequenti prevedono l’aggiunta di polvere di curcuma, di fiori di calendula, di Carthamus tinctorius o di stigmi fiorali di altre piante previa colorazione artificiale con pigmenti sintetici, carotenoidi o robbia e rape rosse. Una bella panoramica sulle adulterazioni degli stigmi di Crocus sativus e sui metodi più semplici per rivelarle è presente in questo libro monografico consultabile su Google Books. Con lo zafferano perlatro è sempre meglio optare per gli stigmi interi anzichè per la polvere:  si conservano meglio, sono qualitativamente migliori e si riconoscono quasi immediatamente senza aver a rimorchio una scienza farmacognostica.

Più solida e sfiziosa invece la presenza di piantagioni di Aloe vera sulla costa dietro a Marbella, giusto sulle colline dove non arrivano gli echi della cagnara turistica. A crearle e gestirle una società mista tra spagnoli e tedeschi, coi primi dediti alla parte agronomica e di post-raccolta ed i secondi impegnati nella formulazione e commercializzazione di fitocosmetici. Completo il sito, che descrive i passaggi di coltivazione e post-raccolta, belle le formulazioni (qui alcuni esempi) , tutte disponibili in versione profumata e non (per la gioia degli ipersensibili agli allergeni del profumo). A compendio degli INCI un utile glossario di tutti gli ingredienti ed una auto-certificazione che non avevo ancora visto: la garanzia della presenza nel gel di almeno 1200 mg/l di aloverosio, ovvero l’acemannano più abbondante nelle mucillagini dell’aloe la cui presenza nei prodotti commerciali dovrebbe sempre essere superiore a 600 mg/litro per garantire un ruolo funzionale effettivo.  Le condizioni climatiche della costa mediterranea andalusa non sono molto diverse da quelle del nostro meridione e difatti coltivazioni simili sono nate in questi anni anche a Marsala, a Sant’Anna Arresi in Sardegna.

4 thoughts on “Backpackers guide to herbalism – Andalusia

  1. Ooohh, finalmente è uscita la terza puntata!
    Sono una aficionada collezionista delle dispense di Wondering Merris🙂

    (Mentre s’aggira sui piazzali delle cattedrali e per i mercatini WM io me lo immagino sempre col tabarro nero, anche in agosto).

    [Il link a S’Arresi non s’apre]

  2. ucampu ha detto:

    Anche da noi c’è l’aloha, vera o falsa che sia.
    Inoltre abbiamo anche le bungaville.
    Dovrebbe visitarci, un giorno o l’altro, sa?
    *

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