Un deca

Fred Pearce cura per New Scientist un blog dedicato alle tematiche ambientali in senso lato. Oltre a trattare di cambio climatico, di ecologia, di Greenpeace e di WWF, spesso opera incursioni nel settore della produzione sostenibile e dell’eticità dei sistemi produttivi legati alla biodiversità. Qualche settimana fa ha discusso il tema del reale valore delle certificazioni “ambientali” e fair trade nella produzione e commercializzazione di caffè, prendendo spunto da un recente articolo apparso su una rivista di scienze sociali, Global Environmental Change. La lettura è interessante per spunti e per la visione ricca di spirito critico. Ad esempio, le differenze tra le due tipologie di certificazione (ambientale e fairtrade) non sono ben percepite dai consumatori, le certificazioni più recenti hanno standard molto più blandi di quelle storiche. Gratta gratta, secondo gli autori, esiste il rischio concreto di una diluizione sempre maggiore dei risultati e, paradossalmente, un boom del sistema equosolidale potrebbe alterare in negativo gli equilibri del mercato. Ma a parte questo, il problema resta quello di un sistema commerciale ed industriale (non solo nel caffè ma anche nelle spezie, nelle fonti vegetali di prodotti erboristici o alimentari) quasi completamente fuori dalla portata gestionale produttori, che non hanno reale accesso alle leve che rendono possibile il governo, anche parziale, del mercato. Anche di quello sostenibile, per cui il dibattito è apero.

———————–

Intersectoral partnerships for a sustainable coffee chain: Really addressing sustainability or just picking (coffee) cherries?
V. Bitzera, M. Franckenb, P. Glasbergena
Global Environmental Change 18 (2008) 271–284
(Scarica il pdf)

In recent years intersectoral partnerships for sustainable development have been on the rise in many global commodity chains. Taking the coffee chain as an example, we explore the role of partnerships with the help of Global Commodity Chain analysis and Convention Theory. By means of production standards, partnerships are able to influence sustainability challenges at the production level. However, these partnerships show an imbalance in actor involvement, compete with each other and mainly create a parallel production integrated into the conventional chain. While being important initiators of change, partnerships are unable to turn the coffee chain into a sustainable chain.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...