Si riparte (per Verona)

Si rialza, un pò sonnecchiando, la saracinesca. Con enorme piacere tra un depliant ed una bolletta è comparso nella buchetta della posta anche il programma definitivo dell’incontro del 7 settembre, organizzato da Marco Valussi, dal CIAM e dalla scuola etica “Il Kiskanu” a Villa Buri. Una versione più sintetica della scaletta degli interventi è disponibile qui in pdf.

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PIANTE MEDICINALI E BIODIVERSITÀ CULTURALE
7 settembre
Villa Buri
Via Bernini Buri, 99 Verona (qui la mappa Google Maps)

Programma
9.30 – Presentazione dell’iniziativa e degli interventi. Moderatrice sarà Mariella Di Stefano, giornalista esperta in terapie non convenzionali, direttore di “MNC Toscana, Notiziario regionale delle Medicine complementari e non convenzionali”; direttore scientifico della rivista “L’Erborista”

10.00 – Dott. Gianfranco Caoduro – World biodiversity association
Biodiversità: una risorsa locale e globale
La perdita di biodiversità, dovuta ad attività antropiche poco attente agli equilibri naturali, rappresenta oggi una delle emergenze più gravi del pianeta. I biologi stimano che la distruzione delle foreste tropicali provochi l’estinzione di migliaia di specie ogni anno. Il fenomeno è purtroppo assai diffuso anche in Sud America, dove l’autore ha condotto ricerche nell’ambito di alcune spedizioni naturalistiche, delle quali saranno presentati in sintesi i risultati. Saranno esaminati anche i “valori” della biodiversità e le opportunità che la sua conservazione può offrire per il futuro dell’umanità e, in ambito locale, per uno sviluppo sostenibile del territorio. A tal proposito saranno considerate alcune particolarità della biodiversità della regione veronese, caratterizzata dalla presenza di numerose specie endemiche.
Gianfranco Caoduro: laureato in Scienze Forestali, docente di Scienze Naturali presso il Liceo Psicopedagogico “C. Montanari” di Verona, biospeleologo, collaboratore dal 1977 del Museo di Storia Naturale di Verona, è responsabile del Laboratorio di Biologia Sotterranea di Verona. Di recente ha concentrato la sua attenzione sullo studio e la conservazione della biodiversità sia in ambito locale, sia nelle foreste pluviali tropicali. Nel 2004 ha fondato, assieme ad altri naturalisti, la World Biodiversity Association onlus, di cui è Presidente.

10.30 – Valeria Calamaro – CTM Altromercato

Valorizzare l’identità culturale e conservazione delle piante indigene della foresta amazzonica tramite il commercio equo e solidale.
Il concetto di biodiversità passa per la diversità biologica ed ancor più per la diversità ed identità culturale dei territori. I meccanismi globali di mercato, economici, sociali, geopolitici escludono molte forme di biodiversità e determinano la perdita di identità culturale compromettendo anche il futuro. Il commercio equo solidale agisce per mantenere uniti questi aspetti, lavorando sull’intera filiera, preservando la pianta e le sue proprietà (es. il guaranà nativo amazzonico in Brasile) ed offrendo al contempo alle comunità possibilità di accesso al mercato ed al credito, a condizioni sostenibili e dignitose, in una logica di trasparenza e di informazione verso l’utilizzatore finale.
Valeria Calamaro: da oltre 10 anni si occupa di prodotti alimentari e cosmesi naturale nell’ambito del commercio equo solidale per Ctm altromercato. Ha seguito campagne di informazione e sensibilizzazione sul biologico e sulla biodiversità. Dopo una breve esperienza di cooperazione internazionale con UNHRC, ha visitato numerose realtà nel Sud del mondo, partners di Ctm altromercato.
Autrice di “Le spezie in cucina” Ed. Sonda

11.00 Intervallo

11.30 – Dott. Trajko Petrovski – Istituto “Marko Cepenkov” di Skopje
La medicina popolare Rom a Skopje – magia, cura e divinazione
Presso i Rom gli individui che usano i rimedi naturali e tradizionali sono i dervisci e le donne anziane. Tra gli elementi tradizionali utilizzati da questi individui si trovano vecchi rituali tradizionali e tecniche magiche e mediche, usate per problemi sentimentali, malessere e vari disturbi come dolore alle gambe, rtubercolosi, febbre, mal d’orecchie, disturbi cardiaci, mal di stomaco, parassiti intestinali, ecc. Tra le tecniche naturalistiche troviamo piante medicinali acqua, carbone, tè, ecc.
Trajko Petrovski – formatosi come storico e geografo, il Dr. Petrovsky ha un Master e un Dottorato in etnolgia con tesi sulla cultura Rom in Macedonia. Al momento è il principale ricercatore su folklore, etnologia, lingua e storia Rom presso l’Istituto del Folklore “Marko Cepenkov” di Skopje, dove si occupa di ricerca sul campo.

12.00 – Discussione
12.30 – Intervallo pranzo

14.00 – Dott. Antonio Bianchi – Re.Na.Co./C.O.E.
Piante medicinali e progetti nei paesi in via di sviluppo
Nel corso dell’intervento verranno esposti le problematiche e i risultati di oltre dieci anni di progetti in differenti paesi africani e latinoamericani. Gli interventi sulle piante medicinali della cooperazione internazionale fondamentalmente possono essere divisi in due grandi campi: la ricerca di nuovi prodotti che le comunità indigene e rurali possono commercializzare e l’uso delle piante medicinali nelle nelle principali priorità di salute delle aree rurali. Entrambi questi approcci hanno sofferto di una serie di ingenuità che si cercherà di esporre. Verranno in particolare discussi i risultati di un progetto realizzato recentemente in Colombia e in Argentina e di progetti tuttora in corso in Africa.
Antonio Bianchi – medico tossicologo, coordinatore del COE Medicina Tradizionale, ONG riconosciuta dal Ministero Affari Esteri; fondatore di Renaco Srl, azienda specializzata nella distribuzione di piante medicinali da vari paesi del mondo.

14.30 – Dott. Andrea Pieroni – University of Bradford, UK
Ricerche etnobotaniche nel Mediterraneo: quo vadis?
Gli studii di etnobotanica medica ed alimentare in molte aree del Mediterraneo riportano nell’agone della discussione sulle medicine tradizionali erboristiche il problema dell’ancora scarsa utilizzazione di molte risorse vegetali autoctone. Prendendo spunto da esempi di recenti ricerche in Lucania, Croazia ed Albania, cercheremo di capire la complessità dei saperi popolari legati alla natura e di indagare il possibile contributo che l’etnobiolgia moderna e le etnoscienze possono dare alla fitoterapia.
Andrea Pieroni: direttore del Journal of Ethnobiology and Ethnomedicine, , professore alla Division of Pharmacy Practice, Università di Bradford, GB, professore onorario di botanica all’Università delle scienze gastronomiche di Brà, membro della Linnean Society e della Royal Society of Medicine, negli ultimi 15 anni i suoi studi sono concentrati sullo studio dei confini tra etnobiologia/etnobotanica e antropologia medica, ovvero sugli studi interdisciplinari circa uso e percezione di alimenti/piante medicinali nelle diete e nelle medicine tradizionali.

15.00 – Discussione finale

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