Biblioteca odorosa, biblioteca longeva

Dice: “la scienza e la letteratura non si possono concliare”. Mica vero. Prendiamo la conservazione dei libri antichi, specialmente nelle biblioteche storiche, che non può prescindere da trattamenti contro funghi e muffe. Lo sanno i bibliotecari, i collezionisti e gli antiquari librari. Se infatti l’umidità degli ambienti non è ridotta al minimo, la carta diventa un ottimo terreno di crescita per microrganismi eterotrofi di ogni sorta e purtroppo spesso la ventilazione non è sufficiente, dato che alcuni funghi possono prosperare anche con ridotte disponibilità d’acqua, anche inferiori all’8%. Lo stato iniziale del libro d’epoca inoltre non aiuta affatto e risulta sovente già compromesso al momento dell’acquisizione, dato che in genere arriva da vecchie case o da lunghe inenarrabili peripezie (abbandoni, bancarelle, alluvioni, tre-quattrocento anni di bookcrossing…). Non bastassero macchie e degradazioni dirette, le infezioni determinano anche drastiche riduzioni del pH della carta, un parametro che a lungo termine causa fragilità e rotture nei fogli, rendendo i libri quasi impossibili da consultare senza far danni. Sebbene possa sembrare strano, questo problema è più sentito per i libri di fabbricazione recente, in quanto la qualità della carta impiegata è di gran lunga inferiore a quella dei secoli passati.

Non tutti i trattamenti disponibili per evitare o bloccare le infestazioni salvano capra e cavoli e la scelta deve tenere presenti diverse necessità: le sostanze utilizzate devono essere atossiche per gli operatori e soprattutto non devono arrecare danno alla cellulosa o agli inchiostri nè a breve nè a lungo termine: nessuna alterazione cromatica, nessun invecchiamento accelerato, nessuna variazione di pH. L’ossido di etilene ad esempio non danneggia la carta, è efficace, ma a causa della sua tossicità può essere utilizzato solo una tantum ed in condizioni di sicurezza elevate. Il timolo (uno dei fenoli più abbondanti negli oli essenziali di timo ed origano) è per contro non atossico ma meno nocivo però alla lunga rovina le pagine, ingiallendole ed accelerandone l’invecchiamento.

Cosi’ al CRCDG, emerito centro studi francese sulla conservazione libraria, si sono dati da fare per valutare altre soluzioni. Ad esempio hanno provato alcuni oli essenziali per fumigare libri sia in ambiente aperto che in camera chiusa, ovvero ponendo testi aggrediti da muffe in un’atmosfera satura di vapori di terpeni. Lavoro, metodologia e risultati sono disponibili leggendo questo articolo.

In sintesi, il linalolo si è dimostrato il miglior agente nel bloccare e ritardare (ma non uccidere) i microrganismi inoculati sulle pagine dei libri, anche in condizioni di elevata umidità relativa. La qualità della carta in termini di polimerizzazione cellulosica non è risultata intaccata, sebbene il pH sia leggermente calato dopo invecchiamento. Il suo uso nella disinfezione delle aree di stoccaggio, ad esempio attraverso diffusori appositi inseriti nei sistemi di ventilazione forzata, non sembra poter causare danni significativi alla cellulosa e presenta un quadro tossicologico accettabile.

Nelle prove dei bibliotecari francesi sia il linalolo che l’olio essenziale di lavanda sono risultati più attivi per esposizione atmosferica che per contatto. Questa non è una novità, anche se spesso sull’azione antimicrobica degli oli essenziali si generalizza: ne esistono di più attivi per contatto e di più attivi per via aerea, dipende dalla loro funzione eco-fisiologica e dal tipo struttura in cui sono secreti nelle specie vegetali.

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Screening for antifungal activity of essential oils and related compounds to control the biocontamination in libraries and archives storage areas
M.S. Rakotonirainy, B. Lavedrine
International Biodeterioration & Biodegradation 55, 2005, 141-147

(Scarica il pdf)

The vapours of nine essential oils and five of their major constituents were investigated for their antifungal activity against a range of mould species commonly found on library and archival materials. The different compounds were preliminarily screened by a microatmosphere method. The inhibitory activities of vapour phase of essential oils of armoise, clove, boldo, eucalyptus, ravensare, lavender, tea tree, thuya, wormseed and their main components against the fungal species tested were demonstrated. The action of linalool appeared the most interesting. In a second series of experiments, the preventive and curative action of linalool on inoculated books was investigated. Results indicated that the action of linalool is fungistatic rather than fungicidal at the tested concentrations. The potential use of linalool as an alternative to chemical fungicide to disinfect mouldy documents is difficult to assess, but its use may be beneficial as a complement to controlled environment measures in preventing fungal contamination in storage areas of
cultural properties. Linalool vapours did not affect the brightness of two types of paper tested or the degree of polymerisation of cellulose, but did reduce the pH of the paper.

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