Vorrei un’anestesia calabra

Ad Harvard hanno dato un nuovo uso alla capsaicina, l’ammide piccante del peperoncino: come coadiuvante per un anestetico odontoiatrico. Una formula a base di un derivato della lidocaina e di capsaicina sembra infatti in grado di generare anestesia mirata, senza causare la fastidiosa paralisi generalizzata con cui in genere si esce dal dentista. La capsaicina agisce più o meno da chaperon, aprendo la porta dei neuroni del dolore all’anestetico vero e proprio, ma ha un difetto tuttora irrisolto e non trascurabile: all’inizio brucia dannatamente, come gli spietati peperoncini del Guatemala di Homer Simpson.

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