nECOlogi

Sui quotidiani di provincia il posto più ambito dai pubblicitari è la zona golenale a fianco degli annunci mortuari, pagina più letta dal popolino e dunque a maggior visibilità. Viene definita golenale perchè se i necrologi sono troppi tocca fare spazio, uscire, migrare su altre pagine a minor rischio di esondazione funeraria. Anche questo blog ha il suo spazio da dedicare al caro estinto vegetale ed è così affollato che la golena risulta tutta piena, per cui anche per questo giro gli sponsor saltano.

In Indonesia e Malesia, checchè se ne dica, la deforestazione avanza per far spazio alle piantagioni di palma da olio, la cui creazione non intacca invece habitat già alterati, in coerenza (se così vogliamo dire) con la diffusa percezione della foresta primaria come corpus inutile e privo di intrinseco valore. Dall’altra parte del mondo, in Brasile, ministro nuovo problemi vecchi: anche il nuovo tenutario del Ministero dell’Ambiente Carlos Minc deve fare i conti con un processo accelerato di dieci volte sotto la spinta della richiesta globale di carne e soia. Infine, secondo il corposissimo State of Forest Report pubblicato dall’University of Papua New Guinea negli ultimi trenta anni ci siamo mangiati una bella fetta di foresta papuana ad un ritmo quasi doppio di quello amazzonico, molto maggiore del previsto e tale da lasciarne vagamente intatta meno di metà tra poco più di dieci anni. Il documento dell’UPNG Remote Sensing Centre raccoglie analisi satellitari, fotogratiche e di campo in oltre 140 pagine (e 21 mega di pdf) di deprimenti prospettive d’insostenibilità.

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