Mettiti nei panni dell’avena

Nel gioco di ruolo dell’evoluzione, chi è manipolato e chi è manipolatore? E’ l’uomo a manipolare il grano selezionando le varietà più resistenti al gelo o ai parassiti o è il grano che sfruttando le preferenze alimentari dell’uomo riesce ad avere un vantaggio evolutivo su altre specie simili ma meno nutrienti? Siamo sicuri che oli essenziali, carotenoidi ed antocianine non siano un subdolo strumento di persuasione grazie al quale lavande, pomodori e mirtilli controllano e manipolano le nostre esistenze? L’invenzione del rasaerba elettrico è frutto del puro genio umano o è uno sviluppo coevolutivo della relazione tra uomo e piante erbacee in lotta darwiniana contro quelle arboree? Forse, ammettiamolo, siamo strumenti in mano a soia e mais ed alla loro insaziabile aspirazione al dominio del pianeta, è solo la nostra prospettiva antropocentrica e cartesiana a non farcene rendere conto.

La prospettiva dell’evoluzione vista con gli ipotetici occhi di un vegetale può rivelare notevoli ribaltamenti nella visione della Natura e della competizione tra specie viventi. E come in ogni giallo che si rispetti, mentre Hitchcock recide dei tulipani in una scena fugace, si scopre che colpevoli ed innocenti non esistono e che lo sceneggiatore ha preso per il naso noi spettatori creduloni, sempre pronti a battezzare come buona la prima interpretazione dei fatti, quella centrata su quanto crediamo di sapere. Se leggere un libro intero sull’argomento è lungo, un assaggio fast-thought lo si può avere guardando ed ascoltando 15 minuti della videoconferenza online di Michael Pollan, disponibile su quella miniera di divulgazione scientifica di gran classe che è TED. Assolutamente brillante nel porre (e rispondere) con disarmante semplicità le domande di cui sopra. E nel proiettarle su tempi più grandi, come la coltivazione biologica e la denutrizione nel mondo.

pollan.jpgTED (Technology, Entertainment and Design) raccoglie e mette online una serie di conferenze ad invito tenute da personaggi di spicco (per l’angolo del name-dropping, premi Nobel come Murray Gell-Mann, grandi divulgatori come E.O. Wilson, personaggi controversi come Craig Venter, scrittori vicini ai temi della scienza e della modernità come Dave Eggers, ricercatori d’avanguardia come Deborah Gordon, esponenti artistici come Frank Gehry o pensatori del contemporaneo e di ipotetici futuri come Negroponte, Dyson e decine di altri). Insomma, gente che ha qualcosa da dire sul mondo e sul futuro nella scienza, nell’arte e nella cultura. E che vale la pena ascoltare, chè c’è sempre da imparare.

Se, come nel mio caso, l’assaggio sortirà l’effetto di un aperitivo eupeptico per la vostra fame di conoscenza, andrete anche a recuperare qualche libro di Pollan (consiglio La botanica del desiderio. Il mondo visto dalle piante, edito in Italia da Il Saggiatore) e ad esplorarne avidamente la homepage.

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La botanica del desiderio. Il mondo visto dalle piante
Michael Pollan
Il Saggiatore 2005.
ISBN: 8842810975 / 88-428-1097-5
17,50 euro – 288 pagine

Quarta di copertina.
Un agricoltore dell’Idaho coltiva le Russet Burbank perché i clienti di ogni McDonald’s del mondo possano deliziarsi mangiando lunghe, croccanti e dorate patatine fritte. Un giardiniere interra bulbi di tulipano per poter ammirare il colore dei petali che spunteranno a primavera. Sono solo due fra i possibili esempi di come gli uomini agiscano sulla natura per piegarla ai propri scopi. Ma proviamo a ribaltare la prospettiva. E se fossero le piante, alcune piante, ad aver modificato il nostro pianeta per diffondersi a spese di altre? Per farlo si sarebbero procurate alleati inconsapevoli: gli esseri umani. Anche se alcune specie, come le querce, preferiscono gli scoiattoli, ed evidentemente non desiderano avere nulla a che fare con gli uomini, siamo ottimi partner coevolutivi: facendo leva su di noi, riescono a espandere il proprio dominio persino le piante ornamentali. In altre parole, contrariamente a ciò che si impara a scuola, sono i fiori a scegliersi le api. Partendo da questa tesi provocatoria, Michael Pollan dimostra che quella tra piante e animali, compreso l’uomo, è una relazione alla quale entrambi i soggetti partecipano attivamente, con pari dignità e possibilità di scelta, e ci guida alla scoperta di quattro comuni piante domestiche che abbiamo plasmato nel corso dei secoli e che, a loro volta, hanno plasmato noi, i nostri gusti, le nostre idee. Ognuna ha sviluppato la propria strategia di sopravvivenza gratificando i desideri umani: il melo ha usato la dolcezza dei suoi frutti, il tulipano ha messo in campo la bellezza, la cannabis il potere psicotropo delle sue foglie e infiorescenze, la patata geneticamente modificata l’illusione del controllo sulla natura. “La botanica del desiderio” ripercorre la storia politica, sociale, economica e naturale del nostro pianeta dal punto di vista di ciascuna di queste piante; fa rivivere i tulipani che fecero impazzire l’Europa nel XVII secolo, le patate attaccate dalla dorifora in Irlanda, le mele che sbarcarono in America e si diffusero lungo la Frontiera grazie a Johnny Semedimela, le piante psicotrope tanto utili alle streghe medievali. In un appassionante racconto attraverso lo spazio e il tempo, Pollan rievoca la nascita dell’agricoltura – straordinario espediente attraverso cui nel Neolitico le piante vinsero la loro battaglia con le foreste – fino agli interrogativi odierni sulla guerra alla droga e sugli OGM.

4 thoughts on “Mettiti nei panni dell’avena

  1. Assolutamente brillante e convincente anche tu nel presentare questo libro intrigante, ora mi tocca cercarlo ed aggiungerlo alla pila🙂

    A presto (il tempo di leggere gli altri tuoi post, mi sa)

  2. Assolutamente un libro da leggere, pochi autori hanno la capacità di divulgazione intelligente di Pollan. Sull’argomento del rapporto coevolutivo uomo-piante mi permetto di citare un libro che mi è molto caro, un po’ meno leggibile ma affascinante: Johns 1994 The Origins of Human Diet and Medicine University of Arizona Press http://www.librarything.com/work/2248788/book/10536652
    ciao
    marco

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