Backpackers guide to herbalism – London

Ovvero un ipotetico capitolo londinese per una Lonely Planet erboristica. O un post eco-fashionista per Elle Beauty.

Al consumatore curioso ed all’erborista in cerca di nuovi prodotti, magari diversi da quelli già presenti sul circuito nazionale, la frequentazione delle fiere e la consultazione compulsiva delle riviste di settore non possono bastare. Guardarsi in giro alla ricerca di nuove marche, nuovi prodotti e nuove idee è (e deve essere) un must. Chi si ferma è perduto. In questo Londra è da alcuni anni diventata “the most organic city in the world”: il biologico è sempre più trendy lungo le sponde del Tamigi e spunta da ogni vetrina, da ogni caffè, in ogni supermercato. Non è ben chiaro quanto questa attenzione sia una deriva narcisistica autoprotezionista (consumo biologico perchè fa bene alla MIA salute) o quanto sia una effettiva assunzione di coscienza verso gli altri (beati gli ultimi se i primi hanno fatto a modo), ma prendiamolo come un’ecologia evidence-based. Al tempo stesso Londra è una metropoli che può permettersi di offrire il giro del mondo in bus a due piani e basta una Oyster Card per spaziare tra farmacie cinesi, drogherie indiane e spacci di prodotti africani, che si innestano su un lascito coloniale composto da un tripudio di ogni varietà e sorta di tè, caffè e spezie di ogni tipo. Il terreno è di quelli fertili per trovare nuove idee o scovare nuove nicchie.

Proprio per il tessuto commerciale del Commonwealth e per le britanniche tradizioni, non mancano le catene dedicate a tè ed altri infusi (la struttura policentrica di Londra favorisce la replicazione di punti vendita e la trasformazione di un negozio di buon successo in una catena metropolitana). Due esempi in merito sono Whittard of Chelsea e Drury’s, ma ce ne sono altri. Il primo è senza dubbio più commerciale ma con un pò di fortuna si può trovare il Tuocha Tea Nest a buon prezzo. Il secondo invece ha un negozio nei pressi di Covent Garden in cui oltre ai prodotti della casa vengono vendute anche le tisane di Dr Stuart’s, gradevoli esempi di miscele erboristiche commerciali. Design accattivante per il packaging e cura per il gusto e l’aroma (condivido l’opinione secondo cui una tisana confezionata deve essere in primis buona, poi benefica se vuole sperare di vendere), questi infusi non inventano niente dal punto di vista della combinazione delle erbe (vedasi Echinacea Plus, Gingko Plus o Throat Relief), ma lo fanno con stile. Prima o poi qualcuno le distribuirà in Italia.

Una visita a Liberty of London è sempre un’esperienza estetica di alto cabotaggio, con risvolti interessanti per alcuni prodotti erboristici e di fitocosmesi. Innanzitutto a piano terra è possibile provare, grazie alla generosa presenza di tester, buona parte dei prodotti di Ren Skincare, che cavalca al trotto ed al galoppo il trend del cosmetico ecobiocompatibile di fascia alta e dal forte appeal tecnologico, con un uso esteso di estratti purificati e principi attivi isolati da specie botaniche non ancora totalmente affermate sulla scena fitocosmetica (esempi: il contorno occhi a base di Gynostemma pentaphyllum e l’idratante anti-age a base di fitormoni di Dioscorea villosa). Roba per mamme cool.

Ai piani superiori di Liberty, ed in un contesto meno hi-tech sono disponibili le tisane di Today Was Fun, alcune delle quali hanno vinto nel 2005 il Best New Organic Food Product Prize. La spinta del responsabile marketing ed il lavoro del copywriter e dell’art director dell’azienda si fanno sentire più di quelle del formulatore ed i prezzi, alas, sono pienamente in linea con la media di Liberty. In Italia i prodotti di Today Was Fun dovrebbero essere distribuiti da Debondt.

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I prodotti di Neal’s Yard Remedies si trovano anche da Liberty ma è ben più gradevole recarsi nell’ombelico del consumo eco-biologico-consapevole di Covent Garden, tra Monmouth e Shorts Gardens. Riempire la pancia da Food for Thought o se la coda è troppo lunga per la vostra fame da World Food Cafè (che sta proprio sopra alla bottega di NYR) può aiutare a calarsi nell’atmosfera. Per gli oltranzisti della fitocosmesi ecobiosostenibile NYR è il nuovo baluardo dell’ortodossia eco-radical-chic dopo la cessione di The Body Shop a L’Oreal, per i riformisti basta che sia un’ottimo posto dove trovare cosmetici eccellenti (non orribilmente plasticosi ne nient’affatto a prova di Biodizionario come quelli di Kielh’s, dietro l’angolo in Monmouth), di stampo classico ed al contempo attenti all’eticità ed alla sostenibilità delle fonti. Quei cosmetici in cui la parte vegetale è sempre ai primi posti dell’INCI e nessun ingrediente è lì a sbrilluccicare per attirare le gazze ladre. Highlights di un negozio in cui il servizio è deliziosamente competente, la crema da corpo con Centella e Boswellia ed il gel da decolletè al Neroli. Pochi fronzoli e molta sostanza anche nel packaging, che trasmette lo spirito della tradizione sia per le linee di cosmesi che per quelle erboristiche. Il brand non è ancora sbarcato sul continente (immagino sia una questione di tempo, data la velocità con cui stanno aprendo punti vendita in tutta la Gran Bretagna), ma sono possibili ordini online.

Infine, nell’ormai frusto e trito mercatino di Portobello, una piccola meraviglia per lo speziale è The Spice Shop, all’angolo tra Portobello Road e Blenheim Crescent. In poco più di 10 metri quadri sono concentrate un numero impressionante di varietà di peperoncino, di pepe, di miscele aromatiche e spezie di ogni tipo dal Nordafrica, dal Medio Oriente e dall’Asia, dall’Europa. L’intero catalogo è consultabile ed ordinabile online, anche se prezzi sono purtroppo inversamente proporzionali alle dimensioni della bottega. La miscela degli aromi è però inerbiante al punto da lasciare almeno una dozzina di sterline alla cassa tutte le volte.

Dietro alla lavagna delle delusioni, il Bramah museum of tea and coffee.

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