Displacement

Amparo Eguiguren, responsabile dell’ONG CISP in Ecuador, mi accompagna al minuscolo centro per la lavorazione di piante officinali gestito da una  comunità di donne in un barrio periferico di Quito Norte. A fondovalle fervono i lavori per la realizzazione del nuovo aeroporto ed i sobborghi della capitale sono a pochi minuti d’auto, ma qui le strade sono in terra battuta e le case semplici cubi di cemento con tondini Falk puntati al cielo, nella speranza di un futuro ampliamento che mai arriverà. Qualche pacchianata architettonica pagata con rimesse estere appare qua e e la, perversa manifestazione di status-symbol in contumacia.

Le mujeres coltivano piante aromatiche comuni (rosmarino, origano, calendula, lippia, tra le altre), gestiscono un vivaio di poche decine di metri quadri in cui preparano strapianti e sementi. In queste aree urbanizzate la tradizione basata sulle piante esotiche è andata ormai persa ed è il mercato cittadino a suggerire cosa coltivare e cosa no. La scelta delle piante è appiattita e manca capacità propulsiva. Stanno attendendo che finalmente arrivi nella zona la corrente trifasica necessaria a mettere in funzione un semplice ma ben fatto essiccatore a convezione d’aria calda. Nel frattempo portano le erbe essiccate all’ombra agli angoli dei mercati di Quito, cercano di capire quali piante hanno più richiesta, si ingegnano a produrre una crema a base di fiori di calendula e cera d’api. Ma la crema non ha odore ed appare troppo solida, la gente non la compra. Anche io, d’istinto, appena aperto il barattolo annuso. Ridono divertite e dicono che tutti lo fanno e per quello ne vendono pochissima. Consigliare di acquistare un olio essenziale è operazione semplice ma inutile, i pochi dollari al ml sono un ostacolo insormontabile. Il distillatore per produrlo in casa una chimera per gli stessi motivi. Le conoscenze di formulazione cosmetica sono assenti e non hanno mai pensato di provare ad aromatizzare la crema tramite un estratto alcolico misto di calendula fiori e lippia foglie.

Le donne sono curiose, hanno interesse a capire come migliorare, mentre i bambini si rincorrono nella polvere. Il mio bagaglio occidentale è zoppo, le mie conoscenze troppo basate sulla presenza di un budget e le mie idee nascono come vele nella bonaccia. Qui servono soluzioni semplici, artigianali e la scienza tecnologica cade di fronte ad una produzione che avrebbe bisogno di McGyver più che di laureati.

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