Stato dell’arte: Tea Tree Oil (Melaleuca alternifolia)

tto.jpgIn principio gli aborigeni si recavano a fare bagni curativi nelle lagune circondate da foreste di Melaleuca, dove le foglie dell’albero cadevano copiose negli anni rendendone balsamiche le acque, poi fu il momento del “Tea Tree” per l’uso succedaneo che ne facevano i marinai inglesi approdati in Australia, per poter mantenere la tradizione britannica del tea delle cinque. Pianta dal mercato altalenante, la cui coltivazione ha subito un pesante declino con l’avvento degli antibiotici, Melaleuca alternifolia gode da alcuni decenni una diffusione globale, a seguito del quale l’olio essenziale che se ne ottiene è divenuto ingrediente quasi ubiquitario, buono per tutte le stagioni. Attualmente infatti il Tea Tree Oil è utilizzato copiosamente dal dentifricio allo shampoo, dai prodotti curativi a quelli cosmetici, nelle formulazioni industriali ed in quelle estemporanee.

Nel 2006 alcuni microbiologi australiani hanno fatto il punto della situazione sulle proprietà e sugli usi dell’olio di Melaleuca alternifolia ed hanno condensato le loro impressioni sulla prestigiosa Clinical Microbiology Reviews (nel ranking delle riviste scientifiche di microbiologia è quarta su circa 90 riviste). La scelta ovviamente non è casuale, dato che il grosso delle attività ascritte al Tea Tree Oil riguardano l’azione antibatterica ed antifungina.

La review è consultabile gratuitamente online, sia in versione html che in formato pdf ed è una lettura consigliata per tenersi aggiornati sul tema col minimo sforzo. Leggendola con attenzione si possono sintetizzare le seguenti osservazioni ad uso dei più pigri, divise per argomento:

  • Efficacia. L’olio ha un’azione comparabile a quella di antibatterici, antibiotici ed antimicotici di origine farmaceutica in diversi casi (ma non tutti, sempre e comunque), con riscontri effettuati sia in vitro che in vivo, che in trials clinici su pazienti reali. Va detto che alcuni di questi trials sono stati condotti su un numero di pazienti limitato, mentre altri sono più solidi. In funzione della dose l’azione può essere sia batteriostatica che battericida (in alcuni casi già allo 0,1-1%) e lo spettro d’azione include anche organismi che abbiano sviluppato resistenza ad antibiotici o antibatterici. Riguardo all’induzione di resistenza, tutti i saggi effettuati hanno dato indicazioni positive: Staphylococcus aureus e Candida albicans non sono in grado di sviluppare resistenza al TTO (questo in larga parte a causa del meccanismo d’azione). Le azioni nei confronti di virus e protozoi sono ancora abbastanza limitate e frammentarie. Non tutti gli impieghi pratici, in situazioni reali, si sono dimostrati altrettanto efficaci come quelli simulati in laboratorio e possono essere necessari accorgimenti specifici in termini di dosaggio per ottenere buoni risultati o possono esistere nicchie in cui la risposta del TTO non è pienamente sufficente. Nello specifico: nel trattamento dell’acne TTO al 5% è comparabile al bemzoil perossido, ma con un migliore quadro in termini di effetti collaterali ed accettazione da parte del paziente. Nel trattamento del piede d’alteta (Tinea pedis) i risultati migliori sono stati conseguiti con Tea Tree Oil al 25% in etanolo e glicole polietilenico. Uno shampoo contenente il 5% di olio ha dato riscontri positivi nel trattamento della forfora moderata. Indicazioni contrastanti invece nel controllo della placca batterica dentale e di altre affezioni del cavo orale, dove si e’ dimostrato meno efficace della clorexidina ma ha ottenuto qualche successo nella cura delle gengiviti. Nel trattamento di pazienti infetti a livello nasale da Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA) la sua efficacia si attesta sul 40% contro il 50% del trattamento farmacologico standard. Infine, la cura di infezioni tradizionalmente ostiche come le onicomicosi ha dato alcuni risultati positivi ed in generale la sua efficacia risulta quantomeno confrontabile con quella dei trattamenti convenzionali. I lavori sull’attivitá antiinfiammatoria ed antivirale non sono altrettanto esaustivi.

Queste indicazioni, sicuramente favorevoli, non implicano automaticamente che il TTO sia efficace sempre e comunque nei confronti di infezioni di qualunque tipo e di qualunque forma. Come sempre occorre leggere i dati per quello che sono e non estendere risultati positivi ottenuti in condizioni ben precise (di patogeno, di infezione, di parte coporea, di applicazione, ecc.) a qualunque applicazione piu’ o meno simile.

  • Composizione. Il Tea Tree Oil è regolamentato da una certificazione ISO. Il che è una buona cosa, indubbiamente, ma non vincola l’origine dell’olio bensì la sua composizione. In altre parole è lecito vendere come Tea Tree Oil certificato un olio che rientri nei limiti previsti per i componenti chimici anche se questo è ottenuto da una specie botanica diversa da Melaleuca alternifolia (al genere Melaleuca appartengono differenti specie, tutte essenziere). Può non essere un problema grave (l’efficacia la danno i componenti, non la pianta), ma è bene saperlo. La composizione ideale e più frequentemente incontrata prevede 4-terpineolo almeno al 30%, gamma-terpinene tra il 10 ed il 28% ed eucaliptolo sotto al 15%. In linea di massima un maggiore contenuto in 4-terpineolo sembra garantire migliore efficacia antimicrobica. In genere tuttavia il titolo degli oli essenziali non è mai espresso in etichetta o nell’INCI e spesso neppure è comunicato dal grossista, secondo una pessima abitudine di mercato. Fare pressione sui fornitori a riguardo è buona pratica.

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  • Produzione. Se inizialmente si sfruttavano le risorse forestali lungo le coste meridionali dell’Australia, ora la richiesta di mercato è eccessiva e si è passati alla scala industriale: piantagioni, coltivazioni, selezione agronomica e sistemi di estrazione non hanno carattere artigianale ma seguono le logiche delle economie di scala. La pianta cresce in fretta e, come l’Eucalipto, è molto esigente nei confronti dei terreni. La raccolta delle foglie da piante spontanee è sostenibile senza eccessivi danni ambientali ma i costi sono troppo elevati, pertanto in realtà l’intera pianta viene tagliata alla base circa ogni 12-15 mesi e tutta la biomassa raccolta viene inviata alla distillazione. Non si tratta quindi di una droga ottenuta da risorse forestali, ma di un prodotto di silvicoltura meccanizzata.
  • Tossicità. Il ruolo dell’eucaliptolo nell’ipersensibilizzazione è stato ridimensionato, ma oli mal conservati possono determinare reazioni allergiche (altro buon motivo per richiedere un certificato analitico ai grossisti). A differenza di molti altri oli essenziali il TTO è tollerato anche dalle mucose a concentrazioni superiori al tradizionale 1% ed i Patch test effettuati sino a concentrazioni del 10% hanno dato esito positivo. Il rapporto rischio/beneficio risulta essere vantaggioso sino al 25% in alcune applicazioni, soprattutto contro funghi. L’uso di olio puro applicato direttamente e’ comunque sconsigliato.
  • Formulazione. Aspetto solitamente trascurato ma assai importante. Sembra essere un fattore critico nel garantire l’efficacia in molti casi. Ad esempio l’olio inserito in un sapone per le mani risulta meno disinfettante di un semplice sciacquo con una sospensione acquosa dell’olio. Del resto lo studio dell’azione antibatterica degli oli essenziali (non solo il Tea Tree Oil) all’interno di emulsioni, creme e formulati in generale è abbstanza negletto e tutti i dati che si riportano in bibliografia sono ottenuti testando l’olio “puro”, solubilizzato in un solvente opportuno (ad es. DMSO) oppure emulsionato ad es. con Tween.

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Melaleuca alternifolia (Tea Tree) Oil: a Review of Antimicrobial and Other Medicinal Properties
C. F. Carson, K. A. Hammer and T. V. Riley
Clin Microbiol Rev. 2006 January; 19(1): 50–62.

Complementary and alternative medicines such as tea tree (melaleuca) oil have become increasingly popular in recent decades. This essential oil has been used for almost 100 years in Australia but is now available worldwide both as neat oil and as an active component in an array of products. The primary uses of tea tree oil have historically capitalized on the antiseptic and anti-inflammatory actions of the oil. This review summarizes recent developments in our understanding of the antimicrobial and anti-inflammatory activities of the oil and its components, as well as clinical efficacy. Specific mechanisms of antimicrobial and anti-inflammatory action are reviewed, and the toxicity of the oil is briefly discussed.

3 thoughts on “Stato dell’arte: Tea Tree Oil (Melaleuca alternifolia)

  1. Preto ha detto:

    vista la molteplicità delle miscele dovute a fonti e metodiche diverse di estrazione è possibile avere un elenco di fornitori qualificati di questa materia prima?

  2. Fornitori nel senso di grossisti di oli essenziali? Difficile fare nomi perchè non mi piace ma in genere quelli grossi non possono permettersi di fare troppo i furbi mentre quelli più piccoli ed estemporanei ogni tanto ed in piena buona fede non sanno con precisione che cosa stanno vendendo.

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