Reverse engineering

Prodotto

Ho recuperato quest’etichetta in un negozio di rimedi naturali in Ecuador alcuni anni fa e tutt’ora è motivo di ilarità o stupore nelle persone a cui la mostro. Il testimonial (ovviamente abusivo), la presenza di ingredienti a dir poco inquietanti (emoglobina…), l’improbabile abbinamento (un estratto di malto con uova di quaglia e pappa reale?), il claim all-purpose (un tonico buono per tutte le stagioni, dalla perdita della vista all’impotenza passando per il miglioramento dell’intelligenza e della forza fisica), tutto concorre a creare una sensazione grottesca ai nostri occhi. Chi del resto comprerebbe questo prodotto convinto di soddisfare le sue aspettative ma anche di fare un affare per la propria salute? Ma siamo davvero così sicuri di poter ridere dell’ingenuità altrui? Sappiamo sempre bene cosa compriamo?

Prossimamente questo blog ospiterà alcuni esempi di reverse engineering applicato ai prodotti erboristici e salutistici, per ricostruire il razionale d’impiego di ingredienti ed eccipienti alla luce del claim dichiarato dal produttore. Niente indicazioni di marca o nomi dei prodotti ma un’analisi critica della ricetta e delle informazioni che il produttore fornisce in etichetta, incluso il dosaggio, la posologia le avvertenze e la descrizione delle droghe usate e della loro standardizzazione. Il tutto in parallelo con quanto la bibliografia scientifico-medica mette a disposizione del consumatore cosapevole.

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