Vederci chiaro

Non è una novità assoluta, ma una conferma: l’assunzione di elevate quantità di luteina, zeaxantina e vitamina E riduce il rischio di insorgenza di cataratta nella donna. In questi casi una conferma è più importante di una scoperta, ma occorre saperla leggere e soprattutto divulgarla correttamente, senza inciampare nella pernciosa ipersemplificazione che porta allo strillo acritico della cura miracolosa. I risultati di un test più che decennale su un campione estremamente ampio (oltre 35.000 infermiere americane) hanno evidenziato un’incidenza minore (ovvero una riduzione del rischio) del 20% circa in chi assumeva oltre 6500 microgrammi/die di xantofille e del 14% in chi tramite la dieta ingeriva circa 250-300 mg/die di Vitamina E. Per chi volesse approfondire, una completa e recente sinossi sulle xantofille (attività, dosaggi, fonti) e è disponibile a questo link.

Leggendo con attenzione l’articolo e la bibliografia correlata si possono fare alcune osservazioni, non limitanti ma razionali: a) le indicazioni emerse sono relative a sole donne ma non è de facto estendibile anche al sesso maschile, per il quale potrebbero esserci risposte differenti; b) il dato è stato verificato sull’assuzione tramite dieta e non tramite integrazione alimentare di molecole isolate. Possono esserci delle differenze, specie nella cinetica di assorbimento, dato che ad esempio molecole lipofile come i carotenoidi vengono assorbite meglio se assunte assieme al cibo; c) si tratta di un’azione preventiva a lungo termine e non di un’azione terapeutica in senso stretto: il solo trattamento terapeutico previsto per la cataratta è la sua asportazione chirurgica, sebbene la prevenzione stia diventando una tipologia di intervento sempre più forte.

Buone notizie per le mangiatrici di broccoli, cavoli e spinaci, dunque. Ed un dubbio: e le pari opportunità declinate al maschile?

Dietary Carotenoids, Vitamins C and E, and Risk of Cataract in Women – A Prospective Study

William G. Christen, ScD; Simin Liu, MD; Robert J. Glynn, ScD; J. Michael Gaziano, MD; Julie E. Buring, ScD

Arch Ophthalmol. 2008;126(1):102-109.

Objective To examine in prospective data the relation between dietary intake of carotenoids and vitamins C and E and the risk of cataract in women.

Design Dietary intake was assessed at baseline in 39.876 female health professionals by using a detailed food frequency questionnaire. A total of 35 551 women provided detailed information on antioxidant nutrient intake from food and supplements and were free of a diagnosis of cataract. The main outcome measure was cataract, defined as an incident, age-related lens opacity responsible for a reduction in best-corrected visual acuity in the worse eye to 20/30 or worse based on self-report confirmed by medical record review.

Results A total of 2031 cases of incident cataract were confirmed during a mean of 10 years of follow-up. Comparing women in the extreme quintiles, the multivariate relative risk of cataract was 0.82 (95% confidence interval, 0.71-0.95; test for trend, P = .04) for lutein/zeaxanthin and 0.86 (95% confidence interval, 0.74-1.00; test for trend, P = .03) for vitamin E from food and supplements.

Conclusion In these prospective observational data from a large cohort of female health professionals, higher dietary intakes of lutein/zeaxanthin and vitamin E from food and supplements were associated with significantly decreased risks of cataract.

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