Sindrome del Colon Irritabile

La sindrome del colon irritabile è una patologia benigna caratterizzata dalla compresenza di diversi sintomi a carico all’apparato intestinale, un tempo nota anche come enterite cronica, colon spastico o colite cronica. Si tratta di uno stato diffuso, che colpisce una percentuale compresa tra il 10 ed il 25% della popolazione al di sopra dei 35 anni nei paesi occidentali e diagnosticata ad oltre il 50% delle persone che si rivolgono ad un gastroenterologo. Essa consiste nel ricorrente e costante manifestarsi di:

  • Dolore addominale sordo, localizzato nella parte bassa del ventre, con sensazione di dolore acuto in caso di palpazione o compressione (iperalgesia intestinale);
  • Dolore durante la peristalsi, con spasmi e tensione alla muscolatura liscia intestinale
  • Alternanza di costipazione e diarrea;
  • Presenza di muco nelle feci;
  • Sensazione di gonfiore
  • Stato emotivo alterato

In funzione della predominanza di alcuni di questi sintomi si distinguono sindromi a prevalenza diarroica, a prevalenza costipatoria od a prevalenza iperalgesica. Delle tre, l’ultima è la più grave e l’unica per la quale il trattamento farmacologico o psicoterapico sono realmente indispensabili.

Sebbene l’eziologia precisa sia incerta, è conclamato che si tratti di una sindrome con una forte componente psicosomatica e che gli stati di ansia, tensione irrisolta e depressione possano contribuire fortemente alla sua insorgenza. Anche una dieta irregolare e sbilanciata, come spesso accade a chi lavora molto e dorme poco o vive momenti emotivamente stressanti, può costituire una base di partenza per il manifestarsi dei sintomi sopraelencati. Essa sembra comunque mancare di una precisa patogenesi biochimico-morfologica e questo rende ne più ostico il trattamento: manca un bersaglio univoco. La cura è generalmente sintomatica e si avvale, nella terapia farmacologica, di farmaci ad azione antidiarroica, spasmolitica ed anticolinergica, di lassativi osmotici. Nei casi più gravi si può fare ricorso a farmaci antidepressivi ed ansiolitici. In tutti i casi, tuttavia, si tratta di farmaci “disegnati” per agire su sintomi gravi ed in modo specifico, ovvero molto drastici nell’agire e dotati talvolta di forti effetti collaterali (come nel caso degli antidepressivi triciclici e di alcuni antispasmolitici che possono causare forti diarree).

Come facilmente deducibile l’Irritable Bowel Sindrome è un problema multifattoriale, con forti caratteri soggettivi, e come sovente accade con questo tipo di sindromi a forte componente psicosomatica, il trattamento farmacologico non sempre offre un’adeguata compliance, lasciando così spazio (terapeutico e commerciale) a terapie più morbide, che meglio si adattano ad una patologia di questo tipo. Al tempo stesso la Sindrome del Colon Irritabile presenta diversi gradi di intensità e soprattutto nei più lievi il ricorso al trattamento farmacologico è percepito come eccessivo anche dal diretto interessato, che considera il rischio di effetti collaterali troppo elevato rispetto al grado di sollievo apportato.

A livello fitoterapico/erboristico quasi tutti i diversi sintomi possono essere trattati con l’obiettivo non di rimuovere la sindrome quanto di migliorare la qualità della vita degli interessati. L’irritazione del cavo intestinale e la costipazione possono essere trattate innanzitutto con una dieta più equilibrata, aumentando l’apporto di fibre vegetali mediante appositi integratori a base di fermenti lattici, fibre idrosolubili ad azione probiotica (come i frutto-oligosaccaridi della classe dell’inulina). Consigliati per questa sintomatologia anche le fibre della crusca, dello psillio, del lino o i polisaccaridi della gomma guar. Questi prodotti infatti combinano una regolarizzazione della peristalsi ad un’attività antinfiammatoria. In alcuni casi vengono consigliati prodotti misti di tipo prettamente erboristico, come tisane combinate che miscelano erbe ad azione carminativa a piante dalla conclamata azione antidepressiva e modulatrice degli stati ansiosi, come l’Iperico. Permane, come in moltissimi altri casi la carenza di studi clinici sufficienti a dare certezza terapeutica a tali pratiche.

A conferma di questo vengono le indicazioni riportate in una concisa review destinata ai medici generici americani, che presenta una panoramica concisa ed accessibile sulle conoscenze attuali all’approccio del colon irritabile in termini alimentari, comportamentali e fitoterapici. La potete consultare in formato pdf.

Hadley SK, Gaarder SM, Treatment of Irritable Bowel Syndrome. Am Fam Physician 2005;72:2501-6.

Irritable bowel syndrome affects 10 to 15 percent of the U.S. population to some degree. This condition is defined as abdominal pain and discomfort with altered bowel habits in the absence of any other mechanical, inflammatory, or biochemical explanation for these symptoms. Irritable bowel syndrome is more likely to affect women than men and is most common in patients 30 to 50 years of age. Symptoms are improved equally by diets supplemented with fiber or hydrolyzed guar gum, but more patients prefer hydrolyzed guar gum. Antispasmodic agents may be used as needed, but anticholinergic and other side effects limit their use in some patients. Loperamide is an option for treatment of moderately severe diarrhea. Antidepressants have been shown to relieve pain and may be effective in low doses. Trials using alosetron showed a clinically significant, although modest, gain over placebo, but it is indicated only for women with severe diarrhea-predominant symptoms or for those in whom conventional treatment has failed. Tegaserod has an advantage over placebo in constipation-predominant irritable bowel syndrome; it is indicated for up to 12 weeks of treatment in women. However, postmarketing reports of severe diarrhea and ischemic colitis further limit its use. Herbal therapies such as peppermint oil also may be effective in the treatment of irritable bowel syndrome. Therapies should focus on specific gastrointestinal dysfunctions (e.g., constipation, diarrhea, pain), and medications only should be used when nonprescription remedies do not work or when symptoms are severe.

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