Non è distribuito in Italia e penso che mai sarà doppiato, ma questo The Meaning of Tea sembra interessante. Niente citazioni a Monty Python ed al loro “senso della vita”, anche se c’è chi sostiene che il senso delle cose si possa sempre leggere nelle foglie del tè. Si tratta infatti di un documentario sulla quotidianità trasversale della seconda bevanda più bevuta al mondo (dopo l’acqua), sul fil rouge che segue il tè da un popolo all’altro, da un’epoca all’altra, sulla sua importanza interculturale e transnazionale, sui riti legati alla degustazione, sulle tecniche di produzione, sui fili e sui tempi che legano le zone di produzione con quelle di consumo anche nell’era della velocità.
Sul sito del film, presentato con discreto successo in diversi festival indipendenti americani ed anche al mitico World Tea Expo questa primavera, sono disponibili diversi trailers, inclusi spezzoni girati in un paio (Marocco, Inghilterra) delle diverse location in cui il film-documentario è stato girato dalla Tea Dragon Films.
Leggendo recensioni e dichiarazioni non si tratta di nulla di chimico-salutistico nè scientifico, ma di una lettura più sociologica ed antropologica di un fenomeno secolare. Sul sito, nell’area prodotti, è possibile acquistare il DVD ed anche un libro, disponibile il prossimo ottobre, che raccoglie in forma più dettagliata le interviste che la troupe ha fatto durante la sua esperienza.
(Foto Copyright: Tea Dragon Films)





Posted by Nicola on 15 Settembre 2008 at 20:41
Provo a girare a te questa notizia. Pare che in Etiopia, in seguito ad una notevole espansione dei coltivi di tè, si sia registrato un aumento delle precipitazioni piovose nella regione a sud delle stesse. Questo, pare, a causa di un composto volatile della pianta in grado di funzionare, trasportato dal vento, da “condesatore” dell’umidità atmosferica. Il che farebbe supporre che, tutto sommato, le danze della pioggia potessero avere un senso. Brucio le erbe in una bella pira votiva, quelle salgono nell’atmosfera ecc… ecc… Ti risulta qualcosa del genere?
Posted by Meristemi on 16 Settembre 2008 at 18:38
Potrebbe, ci devo guardare ma ho vaghe reminescenze. Pero’ ora sono messo male (o bene, dato che sto lontano lontano)
Posted by Nicola on 17 Settembre 2008 at 20:23
Direi (e spero) bene!
Posted by Meristemi on 6 Ottobre 2008 at 14:07
Ho recuperato qualcosa a riguardo. I terpeni ed in generale i VOC (sostanze organiche volatili, di qualunque origine) hanno un ruolo nella nucleazione degli aerosol e quindi nella formazione delle goccioline d’acqua. In particolare facilitano la formazione del SOA, l’aerosol organico secondario. In altre parole i terpeni salgono nella troposfera, si ossidano per effetto di luce ed ozono e tendono a questo punto a legarsi con lo iodio atmosferico. Lo iodio è il vero agente condensante, se ho ben capito, tanto che proprio nebulizzando ioduri si induce la pioggia artificiale, come avvenuto a Pechino recentemente per le Olimpiadi. Mentre l’isoprene semplice non dovrebbe essere attivo, i sesquiterpeni sembrano invece essere più efficaci dei monoterpeni a fare questo giochetto ed è noto come nel loro complesso i VOC di origine vegetale giochino un ruolo importante nell’elevata piovosità delle zone forestali (più acqua uguale più piante, ma anche più vegetazione uguale maggiori precipitazioni, magari c’è un nesso evolutivo in questo processo di retroazione).
Nel caso delle piantagioni di tè in zone precedentemente prive di foresta e quindi caratterizzate da poche emissioni di VOC, un loro aumento potrebbe aver determinato uno squilibrio favorevole, per una volta, introducendo un fattore. Probabilmente se le piantagioni di tè avessero sostituito una zona di foresta questo effetto sarebbe stato minore o addirittura negativo.
Detto questo, la fisica dell’atmosfera non è propriamente il mio pane, per cui se c’è chi ne sa di più è benvenuto.